«Cittadinanza a quel marocchino»
«Va premiato l’appassionato che ci ha aiutato a recuperare la tela»
«Modena - spiega il professore bolognese Daniele Benati, docente all’ateneo bolognese e uno dei maggiori esperti al mondo di Guercino - ha fatto una figuraccia anni fa perché non è riuscita a salvaguardare una delle opere più preziose del proprio patrimonio. Speriamo che oggi organizzi una grande festa per il rientro del quadro. Lancio un’idea: la città potrebbe dare la cittadinanza onoraria al collezionista marocchino che invece di tenere per sé l'opera ha denunciato i ladri e permesso che il quadro tornasse a casa».
«È grottesco - aggiunge . che nel 2017 ci sia qualcuno che pensi di vendere un quadro tale e con le modalità che emergono; quel Guercino non poteva passare di mano e quindi non ha un vero prezzo. Al momento del furto, tra l'altro, ci fu ovviamente grande clamore, ma poi mi pare che in città, fino a ieri, nessuno si sia strappato le vesti».
Simona Roversi, direttore dell'Ufficio Diocesano Beni Culturali spiega: «Mi rallegro del ritrovamento e ora penseremo a proteggerlo a dovere. Dall’anno scorso stiamo portando avanti insieme alla Fondazione il progetto di installare allarmi nelle chiese. Ora siamo sensibili e discutiamo di tutto ciò anche con il vescovo. Ringrazio i carabinieri del Nucleo Tutela di Bologna che non ci hanno mai dimenticati».
«In teoria l'opera dovrebbe tornare nella chiesa di San Vincenzo - commenta il presidente degli antiquari modenesi - ma con quale salvaguardia? Quella chiesa, e molte altre, sono poco protette. Dunque il problema della sicurezza è determinante. Sempre».
Stefano Luppi
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