Gazzetta di Modena

Modena

Il parroco don Gherardi «Felice per i modenesi»

di Saverio Cioce
Il parroco don Gherardi «Felice per i modenesi»

Il responsabile di S.Biagio: «La tela tornerà nel posto vuoto, spero al più presto» Il vescovo e mons. Benassi: «Grazie al collezionista che ha permesso il recupero»

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Malandato di salute per gli acciacchi dell’età avanzata ma lucido come non mai per commentare il ritrovamento del dipinto rubato nella sua chiesa.

Il parroco don Gianni Gherardi è raggiante, ma le sue parole non hanno nulla di enfatico, se non la gioia per il ritorno del figliol prodigo, il gioiello per eccellenza della chiesa di S.Biagio.

«Certo che sono contento del ritrovamento del Guercino - racconta - Non vedo l’ora di riavere quella tela e rimetterlo al suo posto, là dove è stato rubato. È un capolavoro che appartiene spiritualmente e artisticamente a tutti. Come sia arrivato in Marocco non riesco nemmeno a immaginarlo ma i canali dei trafficanti d’arte sono infiniti e variegati. Questa chiesa, che ho avuto in custodia nel 1992, l’ho trovata in pessime condizioni. A stento e in ritardo sono stati sanati i danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e negli anni ’70 c’era ancora molto da fare. Un passo alla volta sono arrivati in fondo per la parte strutturale. Per quella artistica, nonostante il grande lavoro svolto, molto era ancora da fare. Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena sono stati riportati al primitivo splendore anche i decori e, ovviamente, un posto d’onore andava proprio a quel dipinto del Guercino. E dire che prima dei lavori di risistemazione, verso la fine degli anni ’80, erano stati portati via due angioletti in bronzo che decoravano l’altare a fianco dell’entrata . Uno solo fu ritrovato qualche tempo dopo e da allora è rimasto in custodia al museo che non ce l’ha mai restituito».

Resta il nodo degli antifurto, della protezione della tela.

«Spero bene che si trovino i fondi per rimetterli a posto - conclude pensieroso - Dopo qualche anno la Fondazione Cassa, o chi per lei non lo so, ha preso via il cuore del sistema. C’era un canone da pagare che all’improvviso qualcuno ha deciso di non pagare più. Ma questo è il passato, speriamo che la tela torni presto al suo posto».

«Ringraziamo chi ha condotto le operazioni che hanno permesso di ritrovare il dipinto rubato nella chiesa di San Vincenzo». Queste le prime parole di mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena e Nonantola, quando ha appreso la notizia del ritrovamento del quadro del Guercino.

«Il Guercino - ha aggiunto - sta a cuore a tutti e il suo ritorno a Modena era un desiderio condiviso: siamo felici, attendiamo il ritorno del quadro in città». «Se è vero - aggiunge mons. Luciano Benassi, direttore dell'Ufficio Beni culturali della diocesi - che è stato un collezionista a segnalare alle forze dell'ordine che gli era stato offerto un quadro prezioso, siamo davanti a una testimonianza di grande onestà e correttezza. Speriamo che l'opera sia stata conservata nel modo migliore».

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