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Nuovi bivacchi serali ai “Gerani” I sigilli al piano terra non bastano

di Alfonso Scibona
Nuovi bivacchi serali ai “Gerani” I sigilli al piano terra non bastano

Accessi forzati e continue intrusioni dei balordi che vanno a cercare riparo dalle rigide temperature Gli ostacoli messi dal Comune sono stati abbattuti. Residenti esasperati: «Cosa dobbiamo fare?»

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Non c’è pace per i “Gerani”, ma nemmeno per gli abitanti che hanno le loro case nelle vicinanze. Sembrava che la decisione dell’amministrazione comunale, culminata con la chiusura di tutti gli infissi a piano terra del residenziale di via Circonvallazione/via San Pietro, avesse scritto la parola fine a bivacchi e intrusioni, ma forse con la complicità della stagione invernale, non è proprio così. Ieri, infatti, sono arrivate nuove segnalazioni al nostro giornale e con esse la conferma che all’interno di quelle abitazioni qualcuno è tornato.

«Da qualche giorno avevamo il sentore che ci fosse del movimento - ha detto uno dei residenti nelle vicinanze - ma complice il freddo e lo stare per lo più con le finestre chiuse, non c’erano state conferme alle voci che circolavano tra di noi abitanti della zona. L’altra sera, però, ecco la inequivocabile scoperta, approfondita anche al mattino dopo, che qualcuno si è introdotto di notte in qualche abitazione dei “Gerani”. Le prove sono inoppugnabili: recinzione manomessa in diversi punti e, ad una accurata analisi della zona che si intravvede dalle nostre abitazioni, alcune lastre di ferro che erano state usate per sigillare gli accessi, semiaperte».

Da una controllo sul posto, infatti, le segnalazioni trovano conferma. «Non basta sigillare - ha raccontato ieri mattina una donna - si deve continuare a tenere alta l’attenzione su tutta la zona. Abbiamo appena saputo che a poche centinaia di metri volevano mettere una ventina di profughi, cosa poi scongiurata dal dietro front dell’amministrazione comunale, che ha convinto la cooperativa a disdire il contratto. Adesso c’è la conferma che degli sbandati sono tornati ad entrare nelle case rese inagibili dai sigilli. Possibile che non si riesca a fare una vera opera di controllo, costante? Cosa dobbiamo fare perché il quartiere che avevamo risanato con fatica non ripiombi nell’insicurezza più totale? Ci vorrebbe davvero poco».

Che il quartiere Braida abbia pagato un prezzo davvero altissimo (anche nel valore degli appartamenti, crollato ai minimi storici a causa del degrado) è fuori di dubbio, Così come è innegabile che le operazioni delle forze dell’ordine nel triennio 2014-2016 hanno disincentivato tanti balordi a cambiare aria. La soluzione al problema legato al residenziale “Gerani” non è semplice, a causa di proprietari “invisibili” e delle difficoltà di reinventarne un utilizzo (anche se non bisogna dimenticare che ci sono una ventina di appartamenti di proprietà del Comune). Ma tenere alta l’attenzione sulla sicurezza della zona è quantomeno un obbligo che i cittadini rivendicano con costanza.

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