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Formigine, Old Man, il tempio rock dirà addio dopo 35 anni

di Fabrizio Tosi
Formigine, Old Man, il tempio rock dirà addio dopo 35 anni

Da Vasco a LIgabue e Lou Reed tanto i riconoscimenti al negozio Il titolare Paolo Mantovani: «Ho fatto la storia dell’abbigliamento musicale»

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FORMIGINE. Trentacinque anni di attività, coronati da grandi successi e riconoscimenti, da parte di musicisti di fama internazionale come Luciano Ligabue, Vasco Rossi e Lou Reed, non sono sufficienti ad evitare la chiusura dell'Old Man di Paolo Mantovani, storico negozio d'abbigliamento musicale di via Giardini Sud a Ubersetto.

Il 30 aprile infatti, il sessantenne imprenditore, conosciuto in tutta Italia per la qualità dei suoi prodotti che hanno vestito numerosi talenti del nostro palcoscenico, abbasserà definitivamente la saracinesca e tenterà di rilanciarsi attraverso l'e-commerce.

Mantovani è sicuro di questa scelta?

«Sì. Nonostante i miei anni d'oro, non riesco più a mandare avanti l'attività: affitto, magazzino, bollette sono spese troppo alte da sostenere. In 35 anni ho sempre cavalcato l'onda della musica che mi piaceva, improvvisando spesso con idee, restando sempre fedele ai vari stili rock di cui ero innamorato».

Un esempio di una sua idea vincente?

«Il calendarietto rock. Ne ho realizzate sette edizioni in 29 anni, la prima risale al 1992 e soltanto per le ultime due ho utilizzato il computer. In questi piccoli calendari venivano riportate le date di nascita dei rocker più famosi e ho ricevuto i complimenti da grandi artisti come Robert Smith, Vasco Rossi e Zucchero».

Come ha iniziato l’ attività di commerciante musicale?

«Tutto è iniziato a Corlo il 20 marzo 1981, in via Pacinotti 2.

Avevo aperto un negozio di 23 mq dove svolgevo la mansione di artigiano. Il mio compito era quello di trasformare articoli d'abbigliamento usati in nuovi generi e di realizzare cinture ed altri oggetti di pelletteria in vero cuoio e che saranno le prime carte in tavola che metterò in vendita non appena aprirò lo store online».

Da quanto è qui in via Giardini Sud?

«Sono arrivato qui tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90. La chiusura dell'Old Man, conosciuto e apprezzato da nord a sud, può essere rapportata alla chiusura di un club dove si è sempre fatta musica dal vivo. Chiudere un locale di questo genere vuol dire che il suo filo conduttore, la musica appunto, sta vivendo un momento di “non amore” da parte delle nuove generazioni che sono più attratte da nuovi generi come hip - hop e il rap che non hanno nulla a che vedere con il genere che è stato per oltre quarant'anni la colonna portante della musica mondiale: il rock».

E i migliori rocker sono originari dell'Emilia…

«Assolutamente si. Modena e Reggio Emilia sono state per oltre quarant'anni l'asse del rock italiano. Numerosi musicisti provenienti da altre parti d'Italia venivano qui alla ricerca di nuovi talenti per i loro tour».

E dopo la chiusura dell’Old Man cosa si aspetta dalla sua nuova attività?

«Spero di potermi riscattare e riuscire a vendere la merce senza avere addosso tutte queste spese che mi stanno piano piano annientando. Online spero di trovare persone ancora appassionate del genere rock e con il loro aiuto voglio dare un calcio a questa crisi perché io, Paolo Mantovani, ho ancora una missione da compiere...».

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