Spilamberto, Paolo Domeniconi: "Illustravo le marmellate, dei libri svelo il non detto "
Gli studi al Venturi, la pubblicità e poi a 30 anni l’editoria per ragazzi “Serve uno sguardo stupito, cerco ciò che lo scrittore lascia nascosto”
«Da bambino ero attirato da qualsiasi attività creativa, il disegno era una delle tante. Ho studiato nella sezione Grafica del Venturi a Modena, uscendone quindi con una formazione orientata alla pubblicità, in effetti per 5 anni ho lavorato come grafico in una piccola agenzia e in seguito come illustratore pubblicitario freelance. Qualche anno dopo è arrivato il colpo di fulmine dei libri per ragazzi, la pubblicità e l'immagine di prodotto non mi interessavano più, volevo che le mie immagini raccontassero storie ed emozioni. E' stato un momento di crescita umana e professionale, sperimentazione e ricerca stilistica. Ho frequentato alcuni corsi nelle scuole di Sarmede e Macerata e con molta fatica sono riuscito a pubblicare i primi libri con un piccolo editore milanese».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.14892918:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.14892918:1650048735/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Paolo Domeniconi è nato 51 anni fa a Crevalcore e vive a Spilamberto da una quindicina d'anni. Illustratore di libri per ragazzi a tempo pieno, Paolo lavora molto in Italia «ma dall'estero - racconta - arrivano le commissioni economicamente più importanti, senza le quali non potrei sostenermi. Stati Uniti, Taiwan, Spagna, Brasile, Corea, Regno Unito. Sono particolarmente orgoglioso di collaborare con Grimm Press, il più importante editore di Taiwan che ha fatto conoscere in Oriente la cultura letteraria e fiabesca occidentale, con libri di qualità eccelsa. Lo stesso posso dire di The Creative Company negli Stati Uniti, l'editore dei miei sogni da sempre. La cosiddetta crisi non ha mai allarmato il settore dei libri per ragazzi, il rapporto 2016 dell'Associazione Italiana Editori parla addirittura di leggera crescita nella produzione e nei lettori e un +11,7% di vendita dei diritti alle case editrici estere», spiega Domeniconi, che ha in corso un nuovo albo illustrato per The Creative Company e una prima collaborazione con l'editore italiano Rrose Sélavy, un libro che parla di muri tra i popoli.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.14892917:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.14892917:1650048735/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Eppure la qualità dei nostri libri è spesso misconosciuta, in Italia i piccoli lettori potrebbero essere molti di più. Quando posso cerco di dare il mio contributo alle librerie indipendenti, con laboratori, mostre e presentazioni, in centro a Modena in autunno c'è il festival Passalaparola, una bella occasione per chi vuole conoscere questo mondo».
Paolo racconta che la sua infanzia è stata povera di letture, «c'erano le raccolte delle classiche fiabe, ma non so quanto mi abbiano influenzato, tant'è che per anni ho dimenticato l'esistenza degli albi illustrati - confessa - La poesia, quella che si studiava a scuola, mi ha certamente messo in moto un immaginario che ha dato i suoi frutti più tardi. Qualcosa è successo quando, a trent'anni passati, la mia compagna mi ha fatto riscoprire la lettura, in particolare ho cominciato a creare per puro svago una serie di immagini ispirate ai divertenti romanzi di P. G. Wodehouse. È stato a partire da lì che da affermato illustratore di marmellate, sono passato ai libri. Dopo aver letto e decantato il testo che l'editore mi propone, c'è una fase in cui le idee scorrono liberamente - spiega l'illustratore - Cerco il non detto dello scrittore, punti di vista nascosti. Poi seleziono, scarto le idee non funzionali alla storia, l'albo illustrato ha equilibri e ritmi che devono essere rispettati. Le ispirazioni sono tantissime, troppe. Dai grandi del passato come Magritte e i Fiamminghi agli illustratori contemporanei, in particolare americani e russi. Ogni nuovo libro è quasi un ripartire da zero, un incessante lavoro di ricerca e di esplorazione interiore».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.14892919:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.14892919:1650048735/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Come si fa a disegnare mondi buoni, nel 2017? «I mondi buoni non sono mai esistiti, la letteratura "adulta" e i media si occupano abbondantemente delle nefandezze umane e non sempre nel migliore dei modi . Anche i libri per bambini possono occuparsi di temi difficili, purché in modo intelligente e mantenendo l'apertura al sogno, alla ricerca di senso e al miglioramento. Io cerco di mantenere uno sguardo stupito e curioso, anche sul quotidiano. Mi accorgo che anche tanti adulti si appassionano ai libri per bambini, riscoprendo quel modo di guardare le cose».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
