«Via Aristotele, il Comune chiarisca»
Giulia Gibertoni: «Deve dire cosa risponderà ai privati che verranno a chiederle di costruire col permesso in mano»
In via Aristotele si potrà costruire senza più nuove autorizzazioni una volta che la nuova Legge urbanistica regionale sarà in vigore? È questa la prima domanda rispetto alla quale l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli ha dato una visione parziale di quanto potrà accadere. Lo sostiene Giulia Gibertoni del Movimento Cinquestelle, che aveva lanciato l’allarme, nei giorni, sul possibile ritorno di attualità delle urbanizzazioni in via Aristotele e in via Cannizzaro.
«La Vandelli - spiega la Gibertoni - evade totalmente sul merito di tutta la legge urbanistica. La questione non è ciò che il Comune sta facendo, ma gli effetti che la nuova Legge avrà».
Ed entra nel merito: «Se è vero che l’area non può essere edificata perché non inserita nel Poc, l’assessore Vandelli dovrebbe ben sapere che la Legga abolisce il Poc e permette accordi tra comune proprietari che bypassano tutto. La deliberazione di giunta 834 del 2010 c’è già stata, le costruzioni su via Aristotele sono già state approvate, non c’è bisogno di nulla, il Comune ha già fatto. Ora la palla è in mano ai proprietari». La proprietà dell’area, di una società controllata dalla Bper, secondo la Gibertoni ha di fatto il pallino in mano: «Una volta approvata la nuova Legge così come è oggi, anche se il testo sembra essere un segreto visto che l’assessore Donini continua a rinviare l’ultima stesura, i privati potrebbe andare tranquillamente in Comune ed accampare i loro diritti acquisiti negli anni precedenti, con i passati piani regolatori e piani attuativi. Se ci sono diritti edificatori in essere, vorrei che l’assessore Vandelli spiegasse come fare a fare marcia indietro».
La riflessione della Gibertoni lascia gli aspetti tecnici e si fa più politica: «Le bozze in discussione in questi giorni, prevedono che il Comune faccia una semplice ratifica quando si parla di urbanistica, verificando semplicemente la conformità al nuovo piano urbanistico regionale: ma cosa vuol dire, dal momento che non c’è modo di non essere conformi al Pug all’interno di precedenti accordi? È un passaggio sostanziale, di cui Modena è un caso emblematico: come faccio io amministratore a far valere il mio ruolo quando i cittadini mi vengono a chiedere di realizzare un progetto? Questa Legge è uno dei provvedimenti più importanti di questa consigliatura. Non c’è bisogno di avere fretta, perché così si commettono solamente errori, sia sul piano giuridico, sia sul piano urbanistico. È una legge che impatterà sui nostri territori per i prossimi decenni. La precedente Legge era del 2000, questa dove arriverà^ Al 2040? Capite quando sarà strategicamente importante e decisiva per il nostro territorio: Donini la rimetta in discussione, rifaccia il giro dei comuni e tenga conferenze pubbliche perché stiamo parlando del futuro delle nostre città, altro che saldo zero...». (d.b.)
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