«Accoglienza ai profughi, noi di Mani Tese ci siamo»
La onlus umanitaria di Finale: «La solidarietà va difesa, ci fa sentire umani» Il presidente Spinelli: «La Giunta sbaglia, facciamo rete con le altre associazioni»
FINALE. Richiedenti asilo sì oppure no? Finale sembra in gran parte schierato al fianco del sindaco Palazzi anche se tutte le opposizioni - dal Pd, alla lista civica Terzi, passando per Sinistra Civica e M5S - hanno criticato l’arroccamento dell’amministrazione. Una voce di accoglienza si alza invece da Mani Tese, la onlus ormai diventata un punto di riferimento per l’associazionismo sociale del paese e che da 52 anni, con i suoi vertici nazionali, aiuta gli stranieri “a casa loro” sostenendo le cooperative di donne a Toucountouna, nel Nord del Benin, gli orticoltori alla periferia di Ouagadougou, in Burkina Faso, o gli avicoltori a Gabù, al confine tra Guinea Bissau e Senegal, come spiega il presidente nazionale Valerio Bini. Ma la sensibilità è la medesima anche in terra finalese: parola di Paolo Spinelli, presidente del gruppo locale, che chiama a raccolta l’associazionismo per predisporre progetti di accoglienza.
«Da oltre 20 anni come associazione Mani Tese operiamo nel nostro territorio per promuovere i principi della pace, del pluralismo delle culture, della solidarietà fra i popoli e i valori dell’accoglienza del rispetto e della condivisione. L’attività del nostro gruppo si basa sul sostegno a progetti di cooperazione nel sud del mondo e sull’opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui meccanismi attraverso i quali la povertà e lo squilibrio economico si perpetuano e si aggravano aumentando le disuguaglianze. Vogliamo essere agenti di cambiamento sociale per proporre un modello di società basato sulla giustizia sociale, l’uguaglianza la libertà e la solidarietà, una società in grado di aiutare chi più ha bisogno e accogliere chi cerca rifugio e sicurezza. Per questo non condividiamo le posizioni assunte dalla Giunta comunale in merito al rifiuto di accogliere sul territorio donne e uomini che fuggono da situazioni di crisi, guerre e povertà. Crediamo sia importante essere sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo e sia dovere civile e morale di ognuno di noi e in particolare delle istituzioni occuparsi di chi si trova in difficoltà. Ogni comunità deve basarsi sui valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco senza distinzioni di provenienza: solo così potremo dire di essere rimasti umani. Con questo spirito Mani Tese si rende disponibile alla costruzione di una rete per promuovere nel momento in cui si renderà necessario un’accoglienza inclusiva». (fd)
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