Gazzetta di Modena

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Aids, a una modenese il premio per la ricerca

di Saverio Cioce
Aids, a una modenese il premio per la ricerca

Antonella Santoro, 30 anni, fa parte dell’equipe scientifica di Malattie Infettive. Al congresso mondiale il lavoro su Hiv e lesioni polmonari: «Vittoria di tutti»

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MODENA. Anche lei è un talento da esportazione, ma la prima cosa che mette in chiaro è quello di non essere una ricercatrice in solitario. «Il riconoscimento che ho avuto io va esteso a tutta la squadra che al Policlinico di Modena sta lavorando su questa ricerca sotto la guida di persone capaci di valorizzare il talento e l’innovazione».

La voce arriva chiara dall’altra parte dell’oceano, dove Antonella Santoro, 30 anni e un lavoro nei laboratori di Malattie Infettive, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento.

A Seattle, al più importante congresso mondiale di specialisti e scienziati che si occupano di retrovirus e Aids, lei ha portato il risultato del lavoro fatto a Modena. La sua (loro) tesi? Che i malati con Hiv possono avere e hanno grossi problemi respiratori, lesioni pesanti a livello dei polmoni, come conseguenza diretta della malattia. Breve relazione in inglese, come le domande arrivate da una platea di specialisti, professionisti di prim’ordine abituati a controllare ogni dettaglio.

Su 18 lavori arrivati dall’Italia la votazione finale è arrivata senza incertezze: lei, assieme a un collega di Torino, sono stati gli unici due premiati del nostro paese. Ad ascoltarla, visibilmente soddisfatta, Cristina Mussini che al Policlinico dirige la Clinica di Malattie Infettive. «Sono stati bravi - commenta - Certo che il premio va a tutto il team, ma anche lei se l’è cavata bene. Occorre dare ai giovani, ogni volta che è possibile, tutto lo spazio per confrontarsi con i colleghi a livello internazionale».

Le soddisfazioni non mancheranno. A giugno Antonella Santoro ritirerà il premio Croi-Icar Adwards 2017, premio dedicato ai giovani ricercatori italiani sull’Aids. Il riconoscimento votato negli Stati Uniti le sarà consegnato formalmente a Siena durante il congresso Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research). Lei e Andrea Calcagno di Torino sono stati ritenuti i migliori ma al loro fianco ci sono altri quindici coetanei, tutti under 40; per loro il premio è stata la partecipazione al congresso internazionale davanti a una platea internazionale di scienziati e, soprattutto, alla presenza del premio Nobel per la medicina, l’immunologa francese Francoise Barré-Sinoussi, che assieme a Luc Montagnier dell'Institut Pasteur scoprì il virus che ha cambiato la storia della medicina.

Seguendo il basso profilo di tutti i giovani ricercatori, la Santoro concede poco alla curiosità per la vita privata. Ammette la passione per la vita e l’organizzazione gli scout, di cui ha fatto parte, e che negli scampoli di tempo libero (pochi, molto pochi) non disdegna qualche partita di calcio a cinque con le amiche. Mentre faceva il liceo scientifico ha studiato violino al Conservatorio e nel tempo libero ama fare viaggi con il marito Guido.

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