È sovrappeso un bambino su quattro
Ma il 7 per cento della popolazione tra 1 e 14 anni arriva anche ad essere obeso. Un progetto di prevenzione nelle scuole
Giochi e movimento all’aria aperta nei giardini scolastici, ma fuori dall’orario di lezione; percorsi casa-scuola a piedi e in bici; spuntini sani a base di frutta. Ma anche formazione per gli insegnanti e i genitori e le feste di fine anno come momento di condivisione e comunicazione. Torna “InForma a scuola”, il progetto per prevenire e combattere il sovrappeso e l’obesità infantili coordinato dall’ufficio Città sane e Multicentro ambiente e salute del Comune di Modena che nell’edizione 2017, al via in questi giorni, coinvolge buona parte degli istituti comprensivi di Modena con circa cinquemila bambini e ragazzi tra scuole dell’infanzia, elementari e medie.
I dati dicono che in Italia il 21 per cento dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e quasi il 10 per cento è obeso. La prevalenza è solo leggermente inferiore in Emilia Romagna mentre nella provincia di Modena risultano in sovrappeso poco più del 24 per cento dei ragazzi, mentre l’8,7 per cento è obeso. Sempre avendo come riferimento il territorio provinciale, si stima che nella fascia d’età più ampia che va da 1 a 14 anni, quella interessata dal progetto “InForma a scuola”, siano oltre 16 mila i ragazzi in sovrappeso (poco più del 18 per cento del totale) e quasi seimila gli obesi (pari a poco meno del 7 per cento). In sintesi, un ragazzino su quattro, in provincia, ha problemi di peso eccessivo e in questo contesto, con l’obiettivo di prevenire maggiori problemi di salute, interviene il progetto. Il progetto, nato nel 2008 e ampliatosi nel corso degli anni con il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di scuole e di ragazzi. L’edizione 2017 di “InForma a scuola”, che partirà ufficialmente ai primi di marzo con l’informazione ai genitori, è stata presentata in Municipio con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l’assessore allo Sport Giulio Guerzoni, Simona Arletti, presidente della Rete città sane, Alberto Tripodi, del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ausl e Luigi Vaccari, dirigente dell’Istituto comprensivo 8.
Come hanno spiegato i promotori, l’obesità, come rileva anche l’Organizzazione mondiale della sanità, è uno dei principali problemi di salute pubblica ma, essendo causata prevalentemente da stili di vita scorretti, è anche ampiamente prevenibile e in queste azioni i Comuni possono svolgere un ruolo chiave di coordinamento.
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