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Guercino, ora è “derby” sulla futura collocazione

di Stefano Luppi
Guercino, ora è “derby” sulla futura collocazione

In San Vicenzo mancano ancora le telecamere. La Curia: «La scelta è nostra» C’è già chi avanza la proposta della Galleria Estense o dei musei diocesani

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Tela del Guercino, adesso si apre il derby tra chi, una volta tornata a casa, potrà vantarsi di poterla esporre al pubblico e in sicurezza.

Il ritorno a Modena del Guercino ritrovato due giorni fa a Casablanca, in Marocco, è ancora lontano e nessuno sa quando tornerà sotto la Ghirlandina. Ma già si aprono, appunto, alcuni punti interrogativi relativi alla futura collocazione e alla sicurezza perché la chiesa dove il capolavoro della Madonna con Bambino e santi venne rubata nell'agosto 2014 è del tutto spoglia di allarmi e telecamere.

San Vincenzo, in corso Canalgrande a fianco del Tribunale, presenta dunque ancora dopo due anni e mezzo una situazione carente dal punto di vista della sicurezza. È ovvio che in Guercino non potrà tornare in quelle condizioni e occorrerà intervenire.

A ciò si lega un'altra domanda che prende piede. L'opera potrebbe andare almeno temporaneamente in un'altra sede, la Galleria Estense o i musei diocesani di Modena o Nonantola? La Diocesi su questo tema non interviene: «È prematuro parlarne - spiega la responsabile dei beni culturali di Modena-Nonantola Simona Roversi - visto che nessuno ha ancora informato il vescovo Castellucci sui particolari della vicenda. Vorrei solo ricordare che l'ultima parola su quel Guercino spetterà ai proprietari dell'opera, ossia la Diocesi e la parrocchia di San Biagio - San Vincenzo, in accordo con la Soprintendenza che si occupa della tutela».

A favore di un “passaggio” espositivo alla Galleria Estense a Palazzo dei Musei è invece lo storico dell'arte Leonardo Piccinini che si sta occupando degli eventi di Modenantiquaria (oggi alle 17 coordina la presentazione di “D'Apres le guide”, libro su Guido Reni con Daniele Benati). «L'Estense è il principale museo cittadino - dice Piccinini - e prima di tornare nella sua sede l'opera potrebbe essere al centro di una mostra-dossier che parli della vicenda. A metà marzo Daniele Benati organizza una mostra a Piacenza di Guercino e questa potrebbe essere la seconda sede. Per quanto riguarda San Vincenzo, occorrerebbero finanziamenti perché giusto quest'anno cadono i 400 anni dalla fondazione dei Teatini della storica chiesa. E' uno scandalo non solo il furto, ma che il Pantheon degli Estensi sia praticamente sempre chiuso».

Sul tema della sicurezza delle chiese - non solo a San Vincenzo però - la Diocesi e la Fondazione Cassa di risparmio dal 2016 stanno portando avanti un progetto quadriennale che ha già portato risultati. «Con il fine di proteggere a dovere il patrimonio artistico e religioso dei 460 edifici della Diocesi - spiega Simona Roversi, collaboratrice del direttore don Luciano Benassi - dallo scorso anno la Fondazione finanzia con circa 90mila euro l'anno. A ciò si aggiunge il 20% della cifra delle singole parrocchie e il fine è realizzare sistemi di avanguardia nella protezione. Abbiamo appena chiesto i finanziamenti per quest’anno mentre l'anno scorso abbiamo messo in sicurezza la chiesa di San Faustino in via Giardini, la parrocchiale di Zocca e quella di Redù di Nonantola. Ringrazio la Fondazione e le singole parrocchie per la collaborazione e grazie a ciò stiamo anche rinforzando con sistemi di avanguardia il museo diocesano di Nonantola».

In Comune stanno pensando a come organizzare l’evento per il rientro dell’opera: il sindaco pensa ad una festa insieme alla Diocesi.

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