Montese si è fermata per l’ultimo saluto a mamma Simona Geri
Tutto il paese commosso al funerale dell’assessore Geri Le atlete dell’Appennino 2000 piangono la loro insegnante
MONTESE. Il paese si è fermato per il funerale di Simona Geri, assessore e anima dell’Asd Appennino 2000, ma soprattutto moglie e madre di tre figli deceduta mercoledì a soli 46 anni, dopo una lunga lotta contro la malattia. Oratorio della Madonna del Poggio gremito, e altrettanta gente fuori. Volti lucidi ovunque, e pianti durante la cerimonia, soprattutto dalle atlete più piccole del suo corso di ginnastica ritmica, strette in un grande abbraccio attorno alla bara. E il marito lì, ad accarezzarla in continuazione, vicino alle due figlie e al figlio.
«Siamo qui per ricordare una donna speciale, sotto molti aspetti - ha introdotto il parroco don Bruno Caffagni - Per la sua grande determinazione, per l’ancor più grande amore per la sua famiglia, a cui dava tutta se stessa. Per la sua volontà di superare ogni ostacolo, fino a quello insormontabile della malattia. Per la sua dignità nella prova, perché non voleva essere di peso a nessuno. E per la sua voglia di collaborazione in ogni cosa: cercava sempre spiragli di luce e di positività».
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E le lacrime hanno interrotto più volte anche i messaggi di commiato. L’amministrazione, presente il sindaco Luciano Mazza, ha affidato il suo alla consigliera Marzia Mezzaqui, che ha ringraziato Simona per tutto quello che ha fatto interrotta più volte dall'emozione.
Poi la sorella: «Ti garantisco che le promesse fatte saranno rispettate», ha detto, sottolineando che assieme ai suoi figli sceglierà un tatuaggio dedicato a lei. E tantissima commozione anche da parte di Elisa Mazzini, che l’affiancava nell’insegnamento alle ginnaste di Appennino 2000. Ha ricordato che è stata lei a portare a Montese la ginnastica ritmica, disciplina altrimenti sconosciuta: «Pur con qualche perplessità cominciammo, e da quel momento di strada se n’è fatta tanta. Oggi circa 60 atlete frequentano i corsi, e i risultati sono più che lusinghieri.
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Tutto questo è stato possibile grazie alla capacità professionale, alla tenacia, alla caparbietà che Simona ha messo in campo facendo amare questo sport a tante bambine e ragazze». E ha ricordato anche il suo caratterino: «Sono sicura che lei ci guiderà, ci spronerà ci sgriderà anche, come ha fatto fino a ieri. Io e lei eravamo come l’A e la Z, ma questo è stato fonte di crescita, questo ha permesso di amalgamarci. So che questa donna mi ascolterà tutte le volte che vorrò litigare con qualcuno - ha chiuso tra le lacrime - e so che io la sentirò». E poi quel “Testa alta e relevè!” pronunciato a ricordare il suo motto che, richiamando l’elevazione del corpo sulle punte, invitava le ragazze ad affrontare con coraggio ogni difficoltà.
«Ora che sei salita in cielo, illumina il cammino delle tue creature», ha chiosato una ragazza del gruppo di amiche. Quindi gli abbracci fuori dalla chiesa, i singhiozzi, e l’ultima prova di disciplina delle sue ragazze: in fila ai lati del carro funebre con una rosa bianca in mano nell0interminabile corteo fino al cimitero. «Sono state dette tante parole, con la testa e con il cuore - ha commentato il capogruppo di opposizione Francesco Indello - e tutte vere. Non c’è nulla da aggiungere».
Daniele Montanari
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