Prima che Giulia s’innamori di un altro... Lo “tzunami” nel cuore
Due libri per capire i preadolescenti e aiutare i genitori L’educazione ai turbamenti e ai sentimenti, alla sessualità
«Mamma, devo comprare il regalo per San Valentino a Giulia prima che si innamori di un altro bambino», afferma Matteo, 6 anni.
«Che bella che sei, hai sicuramente un fidanzatino», dice una signora elegante e morbida a una bimbetta dai grandi occhioni azzurri e i capelli biondi che risponde con un sorrisone e, voltandosi verso la mamma, le fa a voce non abbastanza bassa «non le dico che ne ho due altrimenti magari ci resta male».
Ride, Giorgia, che ha una cartoleria vicino a una primaria e a una secondaria inferiore a Serramazzoni, mentre racconta e li vede crescere veloci, questi gnomi che diventano giganti. «Sai cosa? Sono le bambine e le ragazzine di solito a prendere l'iniziativa - aggiunge - non aspettano più, la dichiarazione è diretta. I maschietti sono sempre più impacciati, da piccoli come da grandicelli, meno sentimentali. Un bimbo l'altro giorno è entrato, si è guardato attorno e mi ha detto “vorrei un regalo per la mia morosa, quanto costa quel pelouche”? Io: “9 euro e 90”. Bambino “No, non è così importante, dammi qualcosa da 5 euro”».
Però crescono in fretta, caspita. Ancora sei lì a nuotare nella tenerezza che te li ritrovi raccontare con risatine e rossori di baci rubati. Alla primaria. Per non parlare dei cellulari, che in un attimo li catapultano in un mondo altro, un mondo da grandi, per loro che in fondo così grandi non sono ancora. Perché sono veramente velocissimi a trasformare l'amore dei piccoli in qualcosa di più complesso che sa di ormoni e pulsioni e sogni e curiosità che spesso, a noi adulti, colgono ancora impreparati. (Un po' troppo, impreparati?).
Chi ha figli lo sa. Un giorno sorridono mentre raccontiamo che il papà ha dato un semino che sta nella pancia della mamma e, nemmeno il tempo di festeggiare lo scampato pericolo, che sono lì a chiedere “sì, mamma, ma come ci è entrato, il semino, nella pancia della mamma?”. Ed è l'inizio della fine, per noi. Tanto quanto per loro è un inizio vero e pieno e meraviglioso. E in fondo forse è solo che ce li siamo dimenticati, noi, quei momenti lì, quelli che “qualche volta fai pensieri strani con una mano, una mano ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori”. Quelli in cui i ragazzi sfogliavano riviste proibite e le ragazze sospiravano sulle pagine di fotoromanzi altrettanto proibiti (o cercavano risposte tra le pagine di Cioè).
Di emozioni che diventano così intense da perdercisi dentro si parla nel nuovissimo volume edito da DeAgostini “L'età dello tzunami. Come sopravvivere a un figlio preadolescente” di Barbara Tamborini e Alberto Pellai, esperti di psicologia dell'età evolutiva, che provano a dare qualche dritta anche a capire che tipo di genitori siamo e vogliamo diventare, per essere mamme e papà “sufficienternente buoni”; capaci di riflettere sugli errori e aggiustare il tiro. «Senza prendersi troppo sul serio, perché la perfezione non è di questo mondo», sottolinenano gli autori.
Prepariamoci comunque. Perché preadolescenti e adolescenti subiscono tantissime pressioni che li spingono a volere tutto e subito e a fare tutto troppo presto (sì, lo so, ce ne accorgiamo ogni giorno). Arrivano a combattere contro il proprio corpo (sognandolo diverso), contro gli amici (per sembrare più grandi e migliori), contro se stessi (entrando in una spirale di comportamenti promiscui e rischiosi). La guerra contro il corpo e la sessualizzazione precoce sono trappole per la salute fisica e psicologica. E sta a noi non proibire, non “far finta di”, provare ad essere presenti in modo proficuo e accompagnare con discrezione verso il mondo adulto. Un aiuto? Arriva da “Tutto troppo presto. L'educazione sessuale dei nativi digitali”, sempre di Alberto Pellai, sempre edito da DeAgostini. Un libro che fa riflettere, a volte manda in apnea, in alcuni momenti toglie proprio il respiro, ma fornisce indicazioni utili. Molto utili.
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