E Calcagno si commuove pensando alla fine
«Un appello all'unità fino alla fine». Grigorij Filippo Calcagno ha lanciato ieri a Roma un accorato appello al Partito democratico. Un invito di cuore, in veste di rappresentante dei Giovani...
«Un appello all'unità fino alla fine». Grigorij Filippo Calcagno ha lanciato ieri a Roma un accorato appello al Partito democratico. Un invito di cuore, in veste di rappresentante dei Giovani democratici di Modena, unito da attimi di commozione. «L'emozione è stata sicuramente forte - ha spiegato nel pomeriggio - perché la platea era molto grande e c'erano personaggi importanti». Il suo discorso al teatro Vittoria di Roma era programmato da tempo. I Gd hanno preso parte a una discussione nella Capitale sul futuro del Paese. Un futuro in cui il Pd può svolgere un ruolo ancora tutto da (ri)definire. «Ho fatto appello all'unità fino alla fine - ha ripreso Calcagno - ma ho cercato di non soffermarmi troppo sul discorso della scissione. Ho preferito parlare del tema del sogno dei giovani, di una gestione più ampia delle questioni politiche». I giovani credono ancora alla politica? «È un momento di massima confusione - ammette - e non so cosa succederà nel futuro. Non so nemmeno se il mio discorso in assemblea possa avere un peso. Ho però sempre visto il tema dei giovani come centrale per il Pd e, in generale, il centrosinistra. Condivido la riflessione di Enrico Rossi». Il governatore della Toscana è tra i promotori di una “contro-assemblea” rispetto alla riunione del Pd in programma oggi. La scissione, tuttavia, per Calcagno «è una parola che nel vocabolario del Pd non può e non deve in alcun modo esistere. Punto». Così scriveva giovedì sera su Facebook. «Chi la introduce nel dibattito - ha ripreso sul social network - minacciandola o dall'altra parte favorendola con arroganza e chiusura è, a mio parere, un irresponsabile. Prima di tutto nei confronti di centinaia di migliaia di militanti che al Pd danno tempo, passione ed energia ogni giorno e nei confronti di un Paese che aspetta risposte urgenti a crisi, disoccupazione, povertà». Temi che ha affrontato anche ieri davanti alle telecamere. La conclusione di Calcagno è chiara: «i giovani avranno ancora un ruolo, qualunque sarà la strada da intraprendere». (g.f.)
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