«È stata una disgrazia annunciata: nessuno ha voluto impedirla»
La denuncia di residenti e commercianti della palazzina: «Da quelle finestre volava di tutto e lo avevamo segnalato»
SAN CESARIO. «Quando ho capito cosa stava succedendo ho chiamato subito i vigili del fuoco», racconta la donna che ha incrociato lungo le scale Enea e Tiziana. «Lui ha provato a rientrare, ma io gli avevo detto che dovevamo uscire subito». «Qualcuno è entrato in negozio e ci ha gridato di uscire immediatamente. Appena fuori ho guardato in alto e ho visto le fiamme: uscivano dalla finestra di diversi metri, fino a lambire l’altro palazzo».
È grande lo sconforto tra i commercianti e gli inquilini della palazzina in cui è morto Marco Caredda. Fortunatamente molti dei residenti non si trovavano a casa al momento dell’incendio, chi fuori per lavoro chi impegnato in commissioni personali.
Dopo il lungo lavoro dei vigili del fuoco (la temperatura è rimasta altissima per diverso tempo), le tre famiglie del primo piano sono potute rientrare nei rispettivi appartamenti, mentre le due del secondo dovranno attendere ulteriori accertamenti sulla stabilità del tetto. Il Comune di San Cesario, in serata, ha fatto sapere che nessuno ha richiesto assistenza per trovare un alloggio e quindi, chi non ha potuto fare rientro in casa, ha trovato ospitalità presso parenti o amici.
«Marco? Lo conoscevo di vista, non so altro. Ma la situazione di quell’appartamento l’avevo segnalata da diverso tempo alle forze dell’ordine». A parlare è uno dei commercianti dei negozi che si trovano al pian terreno della palazzina.
«Da quelle finestre volava di tutto - racconta - Sigarette accese che si spegnevano sui tendoni, frutta gettata contro le vetrine dei negozi del palazzo di fronte, cartoni dati alle fiamme, olio esausto sversato dal balcone. Ma nessuno ha fatto niente per fermare tutto ciò. Avevo chiesto le telecamere per vigilare sulla situazione, ma non c’è stato niente da fare».
Poi c’è il consistente danno economico causato dall’incendio: «Avevamo appena rifatto il tetto, finito di pagare il maggio scorso. E l’impianto elettrico era completamente nuovo, tutto in regola e funzionante. Ora questo disastro, ma era una tragedia annunciata, sapevo che prima o poi sarebbe successo qualcosa di brutto. Mi dispiace, però, che sia morta una persona».
A subire i danni maggiori il piccolo supermercato che si trova perpendicolarmente sotto all’appartamento andato a fuoco. I titolari hanno dovuto gettare diversi generi alimentari e ripulire tutto, dato che l’odore era insopportabile.
«È un lavoro lungo ma l’assicurazione dovrebbe coprire tutti i danni che abbiamo subito». (gib)
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