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Forghieri: «La mia vita a fianco del Drake»

di Fabrizio Tosi ; di Fabrizio Tosi
Forghieri: «La mia vita a fianco del Drake»

Maranello, l’ingegnere progettista di F1 ha celebrato Ferrari nel giorno in cui se ne ricordava la nascita

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MARANELLO. Maranello e la Ferrari, un legame che va avanti da quasi settant'anni ma iniziato centodiciannove anni fa, quando a Modena, in via Paolo Ferrari... nasceva Enzo Ferrari, l'imprenditore che ha reso la provincia di Modena e Maranello in particolare, famosi in tutto il mondo realizzando una scuderia di cui ogni pilota vorrebbe far parte: la Ferrari. A ricordare il mito, o meglio dire la leggenda, ieri in un incontro in auditorium l’ ingegnere, responsabile del reparto tecnico per le Rosse da corsa Mauro Forghieri e il giornalista Leo Turrini. Per oltre vent'anni, infatti, l'ingegner Forghieri e il Drake hanno realizzato le migliori auto di Formula Uno che, nel periodo compreso tra gli anni 60 e gli anni 80 hanno portato la “rossa” e il tricolore ai vertici dei mondiali di Formula Uno e Prototipi. «Sono entrato in Ferrari alla fine degli anni ’50 - ha detto Forghieri- in quel periodo l'Italia stava vivendo un periodo di boom, nonostante fosse uscita pochi anni prima da un conflitto che ha segnato la sua storia. Nel 1962 avevo solo 26 anni, mi ero da poco laureato e in pochissimo tempo, sono stato promosso responsabile del reparto corse Formula Uno. Quella responsabilità fu per me un grande impegno, di cui tutt'ora vado fiero. Ho avuto dei mentori come Vittorio Jano e Andrea Fraschetti che mi hanno insegnato “l'ottica Ferrari”, ma sopratutto come credere nei sogni, materia in cui il Drake credeva ogni giorno. “Se lo puoi sognare lo puoi fare”, affermava sempre il commentatore, ed è cosi che da piccola scuderia di provincia siamo diventati la Ferrari, azienda conosciuta, amata, ed ammirata in tutto il pianeta e che resiste ancora oggi al vertice e al potere di alcuni colossi». Nella sua pluri-ventennale carriera in Ferrari, Forghieri conobbe anche numerosi piloti che segnarono il destino del cavallino rampante come Regazzoni, Giunti, Merzario, Niki Lauda e Villeneuve che con le loro gesta in pista portarono le vetture di Maranello a vincere due titoli Mondiali (l’austriaco) e a diventare vere e prorie leggende della Formula Uno come l’indimenticabile Gilles ancora nei cuori dei tifosi ferraristi.

Tra storie e aneddoti e davanti ad un pubblico che ha abbracciato tutte le età a concludere l’incontro è stato il sindaco Morini. «Quest'iniziativa - ha concluso il primocittadino - è molto importante per ricordare la nascita di un uomo che ha trasformato il nostro paese da piccolo centro agricolo a cittadina industriale, rimanendo però con i piedi per terra, dimostrando ad ognuno di noi che la vita è una gran corsa dalla quale non ci dobbiamo mai ritirare».

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