Gazzetta di Modena

Modena

Giurano i cadetti del 198° “Saldezza”

di Saverio Cioce
Giurano i cadetti del 198° “Saldezza”

Cerimonia solenne per 187 giovani davanti ai vertici dell’esercito. Il richiamo all’onore e alla lealtà degli ufficiali

3 MINUTI DI LETTURA





«Siate orgogliosi di appartenere all’esercito italiano, a una lunga storia. Avete il privilegio di svolgere un mestiere unico, eccezionale. Cercate di esserne sempre degni».

Dice proprio così il generale Claudio Graziano, parlando del “mestiere di ufficiale” ai ventenni che sono agli esordi della loro vita militare. Non poteva esserci un augurio migliore per gli allievi del 198° corso “Saldezza”, 187 cadetti italiani, che hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione davanti alle massime autorità militari e civili. A leggere la formula del giuramento, dopo poche e sentite parole del comandante dell’Accademia, il generale Camporeale che ha salutato con un sorriso il tradizionale “Lo giuro!” seguito dall’Inno di Mameli.

Sul palco, come da tradizione, si sono avvicendati i vertici dell’esercito e dei carabinieri, rivolgendo ognuno gli auguri ai futuri comandanti. In tutti la sottolineatura di “onore militare” e “lealtà” in un servizio alla comunità nazionale che è stato additato come una missione patriottica.

Quando i cadetti varcano il portone di piazza Roma, oltre all’uso delle armi, trovano la disciplina dei libri di testo, in cui matematica e inglese la fanno da padrone. A fianco dei docenti del nostro ateneo per gli studi, hanno davanti ufficiali che hanno già affrontato teatri di guerra in varie parti del mondo. Capitani, maggiori e colonnelli che hanno affrontato Balcani e Iraq, Libano e Afghanistan: i loro discorsi sono ricchi di vita vissuta e di concretezza, un bagaglio di esperienza difficilmente replicabile ma indispensabile per ragazzi che passano dal liceo al potenziale impiego in ventidue mesi. E a 23 anni possono andare in zone di guerra.

«Abbiamo 7 mila uomini nelle zone più calde del mondo - ha ricordato il generale Graziano al termine della cerimonia ufficiale - Siamo il secondo contingente militare in Afghanistan e in Iraq, poi ci sono quelli in “prontezza militare”. A tutti componenti delle nostre forze armate vengono riconosciute capacità di primissimo ordine». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il generale comandante dei carabinieri, Tullio Del Sette: «I nostri uomini - dice - stanno addestrando le forze di polizia in Iraq, a quadri locali di polizia composti sia da sunniti che da sciiti e ora anche curdi a Erbil. E lo stesso facciamo con i quadri della polizia palestinese. Lo facciamo a Gibuti e in altre parti del mondo. Non è un caso se siamo leader nella formazione di forze di polizia di stati da ricostruire».

La formazione, si torna sempre qui; nella scuola dei futuri ufficiali, in mondo che cambia a velocità vertiginosa confini e alleanze, mutano anche gli obiettivi strategici.

«Quando ero cadetto a Modena - ricorda Danilo Errico, capo di Stato Maggiore dell’esercito - c’era la guerra fredda, la contrapposizione di due blocchi politici e diplomatici. Oggi la realtà è diversa, ufficiali giovani devono andare a prendere responsabilità lontane dall’Italia in nome dell’Italia. E ce ne sono altri che sono garanti dell’ordine pubblico con “Strade sicure”. La formazione? È adeguata, all’altezza dei compiti». Nel frattempo l’esercito cambia pelle, a cominciare dai social dove la pagina web è seguita da 650 mila estimatori; nella speciale classifica è la seconda al mondo dopo quella dell’esercito inglese. Il Libro Bianco della difesa dice che si andrà presto verso un tetto massimo di 150 mila uomini per tutte le forze armate che saranno costituite per il 40% da volontari a ferma prefissata o breve, contro il 20% attuale. La quota restante sarà appannaggio di militari in servizio permanente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google