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«Guercino, non sarà un’attesa breve»

di Stefano Luppi
«Guercino, non sarà un’attesa breve»

Martina Bagnoli: «Tempi burocratici lunghi per il rientro. Come Galleria Estense pronti a collaborare per grandi eventi»

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Non attendiamoci tempi brevi per il rientro in Italia del capolavoro di Guercino della chiesa di San Vincenzo, ritrovato pochi giorni fa in un quartiere popolare di Casablanca, in Marocco.

Basta vedere quel che accadde in precedenti occasioni per rendersi conto che per quanto riguarda la “Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo” del 1639 si parla di una situazione a lungo termine. Lo sanno a Roma, al Ministero per i Beni culturali e al comando Carabinieri del nucleo di Tutela, e lo sanno a Modena dove Procura e forze dell'ordine di stanno attrezzando per partire per il Marocco.

Lo scorso anno, dopo il ritrovamento in Ucraina di preziosi quadri rubati al museo di Castelvecchio di Verona, passarono mesi prima che il ministro Dario Franceschini li riportasse in Veneto con un volo di Stato. E passò un po' di tempo anche in un altro caso modenese, quello relativo a Correggio e Velazquez rubati dalla malavita del Brenta dall'Estense.

Opere sottratte da Felice Maniero nel 1992, ritrovate nel 1995 e poi rientrate nella loro attuale collocazione dopo un certo periodo.

A ricordare questi tempi “tecnici” è la direttrice della medesima Galleria Estense Martina Bagnoli: «Immagino - spiega la dirigente ministeriale - che i tempi di questo rientro dal Marocco non saranno brevi. Anche perché ancora non sappiamo qual è lo stato dell'opera che è stata rubata e che ha raggiunto in Marocco superando varie frontiere e in maniera fraudolenta».

Bagnoli ovviamente sarebbe felice di avere, temporaneamente, l'opera nel “suo” museo: «Visti i tempi lunghi c'è tutto il tempo, per quanto mi riguarda, di poter parlare con i proprietari del quadro, ossia la Diocesi di Modena e Nonantola, e con il Comune. Poi, certo, mi farebbe immensamente piacere mettere a confronto questo capolavoro del Guercino con i nostri dipinti importanti del maestro barocco emiliano. Collaboriamo tutti insieme ricordandoci però a chi appartiene il dipinto».

Sul tema interviene anche Francesca Piccinini, direttrice dei Musei civici: «L'opera deve tornare alla chiesa di San Vincenzo, cui appartiene».

Se quest'opera - come sperano in molti - diverrà il simbolo di una nuova, profonda e finalmente continuativa valorizzazione della storia estense da fare c'è molto altro in attesa del quadro.

Da anni il pantheon degli Estensi, appunto la chiesa di san Vincenzo è chiusa a parte la domenica mattina per la messa.

Lì ci sono le tombe dei regnanti modenesi. Ed è chiusa, causa sisma di cinque anni fa, anche la chiesa di Sant'Agostino dove vennero realizzati nel '600 i funerali dei duchi e familiari.

Chiese chiuse, dunque, mentre nel frattempo il ministro Franceschini e il sindaco Muzzarelli esaltano l'arrivo di fondi per il progetto “Ducato Estense” di Palazzo dei Musei ed ex ospedale retrostante... Proprio quest'anno cadono i 400 anni della fondazione della chiesa di San Vincenzo e manca un progetto religioso, culturale e relativo alla sicurezza per arrivare pronti a quando il dipinto di Guercino tornerà sotto la Ghirlandina.

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