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LE INDAGINI

La tela rubata e il viaggio dei misteri fino al Marocco

La tela rubata e il viaggio dei misteri fino al Marocco

La Procura di Modena è in attesa dei dati emersi dalla’indagine della Procura di Casablanca, in Marocco, emersi col ritrovamento della tela del Guercino rubata in San Vincenzo tra il 10 e il 13...

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La Procura di Modena è in attesa dei dati emersi dalla’indagine della Procura di Casablanca, in Marocco, emersi col ritrovamento della tela del Guercino rubata in San Vincenzo tra il 10 e il 13 agosto 2014 (la scomparsa (fu notata il 14 agosto). Proprio per accelerare i tempi ed acquisirli di prima mano, si sta organizzando la partenza dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico verso il Marocco. Il ritrovamento e quanto è emerso dalle indagini condotte dalla polizia giudiziaria con il commissariato di Hay Hassani - quartiere popolare di Casalblanca dove era nascosto il quadro - darà un nuovo impulso alle indagine del pm Claudia Ferretti. Che non ha mai smesso di indagare. Ogni anno, in occasione della ricorrenza del furto, ha fatto il punto sullo stato delle indagini e i tentativi, poco fruttuosi, di coinvolgere anche forze di polizia straniere (francesi e britanniche) senza mai nascondere le difficoltà del caso e sempre sperando in un ritrovamento anche cassale dell’opera. Adesso, quindi, esiste la concreta possibilità di capire cosa è accaduto. La storia tra il furto e il ritrovamento, durata quasi due anni e mezzo, è sempre stata un buco nero. Nessun elemento è stato raccolto dopo i sopralluoghi iniziali, anche perché non è mai arrivato nessun segnale. Dai rilievi nella chiesa non è emersa alcuna pista. Le voci su un indagato, un uomo vicino alla parrocchia, non hanno mai avuto conferme. Non si è mai chiarito neanche da quale porta è stato portato via un quadro enorme che ha richiesto almeno tre persone per smontarlo e trasportarlo. Tornando agli arresti, invece, la polizia marocchina non dà alcun elemento sull’identità dei tre ricettatori. Solo per uno di loro è stato detto che risulta un marocchino residente in Italia (forse a Modena). Come ha fatto a portare la tela fino a Casablanca? E soprattutto in che condizioni è la tela oggi? (c.g.)

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