San Cesario, muore intossicato a 57 anni Donna salvata dal figlio eroe
Enea Frisiotti è riuscito a portare fuori dall’abitazione in fiamme la madre Tiziana Tubertini Nulla da fare per il compagno di lei, Marco Caredda. La causa: un cortocircuito del televisore
SAN CESARIO. La corsa al Policlinico è stata inutile. Marco Caredda, 57 anni, è arrivato all’ospedale privo di vita. Troppi i minuti trascorsi all’interno di quell’appartamento di via Vittorio Veneto, divorato dalle fiamme. Un destino tremendo, al quale la sua compagna, Tiziana Tubertini, 41 anni, è scampata grazie al gesto eroico del figlio, Enea Frisiotti. Il 21enne è riuscito ad accompagnarla fuori dall’abitazione, poi ha tentato anche di andare a riprendere Marco, ma il fumo e il calore hanno reso il secondo gesto eroico impossibile.
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Una mattinata tragica per San Cesario, vissuta con apprensione da tutto il paese che si era radunato attorno alla palazzina che si staglia proprio di fronte alla Pieve. Nell’appartamento al secondo piano c’erano tre persone: Marco e Tiziana dormivano nella camera matrimoniale, mentre Enea era già sveglio. Il rogo ha avuto inizio proprio nella stanza di quest’ultimo, ma il 21enne era in giro per l’appartamento e non se ne è accorto subito. Le fiamme si sono innescate a causa del cortocircuito di un televisore. In pochi minuti la stanza si è riempita di un denso fumo nero, che si è poi diffuso nel resto dell’abitazione. Quando Enea se ne è accorto ha pensato subito alla madre. Un gesto eroico, perché il fumo rendeva la visibilità praticamente nulla, mentre il calore era già al limite della sopportazione. Il 21enne, però, è riuscito a condurla fuori dalla porta d’ingresso e poi giù dalle scale. Qui una vicina si è resa conto di quello che stava succedendo ed ha chiamato i vigili del fuoco, invitando Enea e Tiziana ad uscire di casa. Ma il loro pensiero è andato subito a Marco che probabilmente o era già svenuto per aver inalato il fumo o non riusciva a trovare la via di fuga. Enea ci ha riprovato, ma questa volta è stato impossibile ripetere l’impresa e ha dovuto desistere.
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Nel frattempo all’esterno dell’appartamento passanti e negozianti avevano visto le fiamme che addirittura lambivano la palazzina accanto, distante 5/6 metri: le chiamate ai vigili del fuoco sono state diverse. Sono giunte squadre da Modena e da Vignola, oltre alle unità del 118. I pompieri, indossando i respiratori, si sono fatti largo nell’appartamento ed hanno estratto il corpo di Marco: i sanitari lo hanno trattato sul posto, cercando una disperata e purtroppo inutile corsa al Policlinico. Enea era una maschera di sangue, nel salvataggio si è procurato una ferita al volto, reso nero dalla fuliggine. Con Tiziana, anche lei nera in volto, sono stati accompagnati a Baggiovara, dove i medici li hanno trattenuti in osservazione. Ma stanno bene.
I vigili del fuoco hanno proseguito le operazioni di spegnimento prima, di smassamento poi. L’autorità giudiziara ha posto l’appartamento sotto sequestro, mentre le indagini sono affidate ai carabinieri. Il piano terra e il primo della palazzina sono agibili, mentre sul secondo e sul sottotetto dovranno essere effettuati ulteriori accertamenti.
Marco era di origini sarde e tra San Cesario e Sant’Anna vivono anche i suoi fratelli. Si era trasferito qui diversi anni fa e aveva lavorato come operaio alla Cartiera, mentre al momento era in cerca di occupazione. La sua salma è stata affidata alla Medicina Legale per gli accertamenti autoptici.
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