Carnevale a Modena: Sandrone affila le armi «Pronti a farvi sorridere»
Giovedì lo sproloquio in piazza Grande, preceduto dal corteo delle maschere I tre protagonisti: «Da Vasco al Guercino: di cose da dire ne avremo tante...»
«Al modenese piace ridere». Ecco perché, anno dopo anno, a Modena l'ultimo giovedì prima della quaresima è grasso... per le risate suscitate dal discorso di Sandrone. Alessandro Pavironi si presenterà giovedì prossimo alle 16 sul balcone di piazza Grande. Con lui, come sempre, la moglie Pulonia e il figlio Sgorghiguelo. Il loro discorso "urbi et orbi" dovrebbe iniziare, come di consueto, con la formula "Mudnés ed Mòdna". Il contenuto, tuttavia, resta "top secret" fino al giorno stesso. Riuscire a carpire il testo in anteprima equivale a captare un ingrediente segreto di un piatto dello chef Massimo Bottura: roba da spionaggio industriale. Il richiamo al cuoco dall'internazionale fama non è casuale, visto che lo scorso anno il pluristellato è stato bonariamente citato dai tre. Il "piccolo" Sgorghiguelo s'è lasciato ieri scappare un richiamo al Guercino "in fuga" a Casablanca (Marocco).
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L'imminente arrivo di Vasco Rossi, in concerto al parco Ferrari il primo luglio, ha portato a un'anticipazione ancora non smentita. Per il resto, ciascuno di noi può immaginare i temi che tratterà. «Sandrone legge il giornale ed esprime un suo parere - ha ricordato Sauro Torricelli, nome "civile" della maschera geminiana - ed è molto ben visto dai modenesi proprio per questo». C'è un'altra particolarità. «Le maschere sono a contatto diretto con il pubblico - ha ripreso Carlo Ventura, alias Sgorghiguelo, lamentando le sorti di un "povero Modena" - e questa unicità ci contraddistingue. Siamo parte di una comunità che ci accoglie e agisce con loro». «Siamo un Carnevale senza carri ed elementi eclatanti - ha aggiunto Giancarlo Iattici, presidente della Società del Sandrone - ma tutti vorrebbero dire da noi.
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Ci saranno trecento maschere da fuori provincia e non a tutti abbiamo potuto dire di sì». L'esser sprovvisti di carri non è necessariamente un elemento negativo. Pensate a quanto è successo a Follonica (Grosseto), con il crollo della maschera di Matteo Renzi che ha provocato cinque feriti. Dalla Toscana potranno giungere personaggi, come da altre parti d'Italia. «Avremo la famiglia Frascona da Fanano - ha anticipato ancora Iattici - poi Bertoldo, Bertoldino e la Marcolfa da San Giovanni in Persiceto, Dsevod da Parma Dsevod. Ancora, la Mirandolina, la Francia Corta da Mirandola, la Zingaraia da Formigine, il Cavalier Burèla da Finale». Costumi dell'Ottocento potranno essere indossati sabato prossimo nelle sale del palazzo comunale. «Saremo in costume - ha ripreso Vanna Panciroli, pardon... Pulonia - ma mica da bagno. Vi aspettiamo in Comune per fare baldoria». Sarà lei a inaugurare la festa con la musica dal vivo e balli nelle sale del fuoco, del vecchio consiglio e di rappresentanza. Con lei aprirà le danze il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, che riceverà un doppio omaggio dalla consorte di Sandrone e dallo stesso signor Pavironi. Lei porterà un cesto con verdura, lui prodotti enogastronomici. «Meno male che in Comune fanno qualcosa di serio a volte - ha chiosato la maschera geminiana, ricordando lo spettacolo teatrale di martedì 28 - speriamo proprio di fare ridere».
Gabriele Farina
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