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a.ge. contro il progetto w l’amore

«Scuola, educazione sessuale? Finanziate i nostri corsi»

«Scuola, educazione sessuale? Finanziate i nostri corsi»

Ai genitori cattolici di A.ge. Modena 2014 il corso di educazione sessuale promosso dalla regione proprio non piace. Anche se il progetto “W l’amore” ha raccolto l’adesione dei genitori e viene...

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Ai genitori cattolici di A.ge. Modena 2014 il corso di educazione sessuale promosso dalla regione proprio non piace. Anche se il progetto “W l’amore” ha raccolto l’adesione dei genitori e viene seguito in 55 scuole modenesi, medie e superiori, l’associazione contesta metodo e merito della scelta.

Che il progetto venga seguito da esperti dell’Ausl da Piacenza a Rimini, con assemblee con genitori e insegnanti prima che con gli studenti delle ultime classi, è un fatto secondario per i suoi oppositori. «L’introduzione di questo progetto - attacca Elisa Rossini, presidente di A.Ge. Modena 2014 - ha destato perplessità da parte di vari genitori e nel marzo 2015 cinque consiglieri regionali hanno presentato un’interrogazione in Regione da cui è scaturito un confronto con l’assessore alla Sanità regionale».

«Il progetto prescelto - ha risposto in buona sostanza l’assessore Venturi - è quello olandese dov’è applicato da oltre vent’anni su scala nazionale in tutte le scuole dei Paesi Bassi. Rispetto a modelli analoghi adottati in Francia, Svizzera e Francia ha un impatto migliore su adolescenti e preadolescenti; evita problemi e discriminazioni coinvolgendo docenti, genitori e studenti. Dopo una sperimentazione nel 2013-2014 a Forlì, Reggio Emilia e Bologna, è stato poi proposto al resto della regione».

Ed è proprio questo il nodo del contrasto per i genitori cattolici. «Non è l’unico modello a cui ispirarsi - ribatte Elisa Rossini - Ce ne sono anche alcuni di orientamento cattolico ma ovviamente c’è un problema di costi per quanto riguarda i relatori da chiamare; le scuole privilegiano perciò quelli della Regione perché gratuiti e fatti in collaborazione con l’Ausl locale. La richiesta di sostegno economico anche ad altri progetti, che abbiamo fatto all’assessore, è caduta nel vuoto, anche se avrebbe dato alle famiglie la possibilità di scegliere. Per noi invece si può parlare d’amore con i propri adulti di riferimento, con i genitori. L’esperto può aiutare ma non è un punto di riferimento. I genitori per noi devono poter intervenire in qualsiasi momento del corso e non solo all’inizio». (s.c.)

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