Si inaugura alle 17 la mostra “Candy” di Ilaria Clari
Rosa, dolci come confetti, ma anche nudi, trasparenti, porosi. Rotondità ostentatamente impudiche e profondamente innocenti insieme, abitatori di un mondo in cui il voyeurismo ha lasciato spazio a un'...
Rosa, dolci come confetti, ma anche nudi, trasparenti, porosi. Rotondità ostentatamente impudiche e profondamente innocenti insieme, abitatori di un mondo in cui il voyeurismo ha lasciato spazio a un'innocenza in cui vita, sessualità e sentimenti non possono concepirsi gli uni senza gli altri: queste le cifre dei corpi di Ilaria Clari, trentunenne illustratrice torinese, cui lo Spazio Meme di via Giordano Bruno dedica una mostra da oggi (con vernissage alle 17) fino al 16 aprile.
Candy - questo il titolo dell’esposizione, a cura di Francesca Perfreffi - ospiterà 80 opere originali realizzate tramite acquerello e acquerello digitale, secondo un’estetica che guarda a Quentin Blake, Carol Rama e Kiki Smith. Sensualità e bellezza che nulla hanno a che fare con la pornografia, ma il suo contrario, un anelito di delicatezza raffinata.
«Per me disegnare e un po’ come un linguaggio - racconta l’artista Ilaria Clari - ci sono giorni in cui l’ispirazione ti porta a esprimerti nella maniera giusta, trovando un collegamento spontaneo tra la mano e il pensiero. Altri giorni, invece, questo legame è spezzato. Il gioco di equilibri è un’altalena tra amore e odio».
Valeria Cammarota
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