Modena, sepolture, via alle nuove regole: tombe vicine per i conviventi
Il Comune riconosce le unioni civili sancendo il diritto di “riposare insieme” anche per i non sposati. Cimiteri frazionali, estesa la regola di assegnazione se c’è già un parente: ora basta il terzo grado
MODENA. Le unioni civili valgono anche da morti, al cimitero. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pd Gian Carlo Muzzarelli, ha infatti recepito, con una delibera di giunta di mercoledì scorso, le recenti disposizioni sulle coppie di fatto estendendole anche al tema della sepoltura. Con questo atto, dunque, i defunti non sposati ma comunque legati da una unione civile saranno trattati esattamente come una coppia unita dal vincolo del matrimonio.
Ciò comporta, in primis, che le due persone in questione potranno essere seppellite l'una accanto all'altra, mentre prima questo era possibile soltanto, appunto, dopo il fatidico sì. «Il diritto ad essere vicini anche nella morte - spiega l'amministrazione della città emiliana - è ora esteso ai conviventi uniti civilmente, il tutto recependo le disposizioni sulle unioni civili». Esattamente come avviene per defunti che in vita erano sposati, una coppia al centro di una unione civile potrà essere seppellita nello stesso cimitero anche se in vita una delle due persone abitava in un altro comune rispetto a quello dove si trova il cimitero, in questo caso Modena dunque. Prima di questa delibera tale ipotesi era consentita soltanto alla presenza di un anello al dito. In passato aveva fatto discutere il caso di Castel San Pietro Terme, provincia di Bologna, dove il bando per le concessioni aveva escluso dalle tombe di famiglia le persone non sposate o non legate da almeno una parentela fino al secondo grado. Nella stessa delibera che sancisce l'estensione delle unioni civili all'eterno riposo, Modena apre il suo cimitero anche alle persone che l'hanno resa grande. I cittadini deceduti che in vita hanno ottenuto grandi meriti a livello locale, nazionale o internazionale in campo culturale, scientifico, politico, storico, sociale o in altre discipline dando lustro alla città potranno ricevere dal sindaco come riconoscenza la concessione di tombe libere, in particolare negli spazi dedicati al cimitero modenese di San Cataldo, per una durata fino a 99 anni, la massima oggi prevista dalla legge.
E se finora non si poteva essere sepolti nei cimiteri frazionali se non si era residenti o parenti di primo grado (marito e moglie o conviventi, genitori e figli) di defunti già sepolti nello stesso cimitero. Con le nuove regole la possibilità è estesa, tenendo comunque conto degli spazi disponibili, anche ai parenti di secondo grado in linea retta (nonni e nipoti) e collaterale (fratelli e sorelle). Il diritto arriva al terzo grado in linea retta (bisnonni e pronipoti), e collaterale (figli di fratelli o sorelle), solo in caso di “premorienza”, cioè se a morire sono i figli prima dei genitori.
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