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Botte in campo, c’è il terzo tempo per dare un calcio alla violenza

Botte in campo, c’è il terzo tempo per dare un calcio alla violenza

I giovani di Castelvetro e Don Monari si sono affrontate di nuovo a due mesi dalla sfida finita in rissa Dopo la gara staff, giocatori e genitori a cena insieme per esaltare i valori dello sport. Csi: «Stupendo»

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CASTELVETRO. E' stato un  giorno importante per i giovani calciatori di Castelvetro e don Monari, che potranno mettere una pietra sopra all’episodio di violenza che si è verificato il 21 gennaio, quando il genitore di uno dei ragazzi del Castelvetro ha picchiato due ragazzini della Monari. L’uomo è stato colpito da Daspo (un anno lontano dalle manifestazioni sportive), mentre le due società si sono prodigate per avviare un percorso educativo; idea avallata dal Centro Sportivo Italiano di Modena (l’ente che organizzava la partita nell’ambito del torneo Boldrini).

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Le due società,  hanno suggerito al Csi di organizzare la finale del torneo Boldrini, categoria Giovanissimi 2002, in cui si riaffronteranno proprio Castelvetro e Monari, presso l’impianto sportivo di Castelvetro, confermando entrambe piena disponibilità e collaborazione. E al termine della partita è stato allestito un “terzo tempo” tra le due società, a cura in particolare della società Castelvetro.

Oltre a questo, il Castelvetro ha pensato e organizzato un evento, che si svolgerà il 9 marzo presso la Vecchia Cantina RistoMusic, in cui ospiterà una serata con importanti testimonial del mondo del calcio dal titolo “Papà mi accompagni alla partita? ...però non farmi vergognare”. Questa iniziativa è fortemente voluta dalla società sportiva Castelvetro, per offrire a tutti un’ulteriore opportunità di comprendere gli autentici valori educativi dello sport, che nulla hanno da spartire con quanto accaduto un mese, men che meno con la mission societaria del Castelvetro.

La Monari, poi, entro il mese di marzo organizzerà un incontro educativo-formativo con esperti del settore focalizzato sugli aspetti pedagogici e psicologici, specialmente a livello giovanile, nonché sulla promozione di una nuova cultura sportiva fondata sull’etica del rispetto e sui valori dell’integrazione e dell’inclusione sociale; anche in questo caso con la collaborazione e la partecipazione di entrambe le società. Soddisfatto il presidente del Csi Modena Stefano Gobbi: «Da un evento violento si è cercato di far nascere un percorso virtuoso, grazie principalmente alla capacità di resilienza e propositività delle due società, che da subito hanno dimostrato di saper affrontare con grande maturità un episodio che non poteva passare sotto silenzio. Il problema in questi casi non è solo punire ma soprattutto educare, facendo comprendere quanto il rispetto delle regole sia alla base della nostra società anche nella vita di tutti i giorni. Regole che, insieme alla ferma condanna dei fatti e dei comportamenti, devono mirare sempre al recupero delle persone, a maggior ragione quando si tratta di giovani. A nome del Csi il mio grazie va proprio ai dirigenti che hanno saputo concretizzare in positivo un evento che ha comunque segnato il cammino di crescita dei loro ragazzi».

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