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Modena Con la scissione Pd fuori tre consiglieri dei democratici in consiglio

di Davide Berti
Modena Con la scissione Pd fuori tre consiglieri dei democratici in consiglio

Trande, Malferrari e Stella verso l’addio. Un percorso per costruire un gruppo con Rocco, Cugusi, Campana e Chincarini

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Come cambierà il quadro modenese alla luce dell’ormai imminente scissione del Pd? La mappa del consiglio comunale è destinata ad alcuni cambiamenti sostanziali.

Chi esce. Attualmente il Partito Democratico ha 18 consiglieri. In caso di scissione sarebbero tre i consiglieri pronti a seguire il nuovo percorso a sinistra, fuori dal Pd: Paolo Trande, Marco Malferrari e Walter Stella. Difficile che possano essere seguiti da altri, anche se i corteggiamenti sono in atto: Simona Arletti, Antonio Carpentieri, Giulia Morini e Federica Venturelli sono stati invitati più volte a valutare un’eventuale uscita ma per ora non ne vogliono sapere.

Pd di misura. Così il Pd rimarrebbe con 15 poltrone, non sufficienti a garantire sempre la maggioranza per approvare delibere e atti in un’aula composta da 32 eletti. Il rischio di scivoloni per la giunta Muzzarelli è garantito.

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Pd frastagliato. Chi sono quei 15 che restano e quanti sono fedelissimi all’attuale sindaco? Pochi adepti di Muzzarelli. Vicini al sindaco ci sono il capogruppo Grazia Baracchi, il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, Simona Arletti, Antonio Carpentieri, Tommaso Fasano e Federica Venturelli. Più nutrita la schiera dei malettiani, che non ha perso pezzi: oltre alla stessa Francesca Maletti anche Carmelo De Lillo, Federica Di Padova, Marco Forghieri, Diego Lenzini, Caterina Liotti, Giulia Morini, Chiara Pacchioni e il fedelissimo Fabio Poggi.

Scissionisti, e poi? Sarà curioso capire come potrà delinearsi lo schieramento degli scissionisti Pd all’interno dello stesso consiglio comunale. La parola spetterà ai vari Bersani - sarà a Modena Est il 27 febbraio - e D’Alema, e di conseguenza a livello locale ci si muoverà a cascata: quale nome, quale formazione, quale allargamento? Ancora presto per dirlo. A proposito di nuove compagini, l’ipotesi più suggestiva e anche politicamente più conveniente per acquisire un peso specifico maggiore si concretizzerebbe in una alleanza di Sinistra molto allargata. Il quadro che qualcuno vorrebbe è la creazione di un gruppo di addirittura sette consiglieri comunali sotto il cappello di Campo Progressista, l’esperienza politica che fa riferimento a Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano. Oltre a Trande, Stella e Malferrari, convergerebbero qui anche Francesco Rocco e Marco Cugusi, non soddisfatti dellla Sinistra Italiana portata avanti da Nicola Fratoianni, che domenica ha “siglato” il primo congresso. E ci sta in un ottica di maggioranza condizionata: Pisapia è certamente più vicino al Pd di Fratoianni, così come Rocco e Cugusi vorrebbero restare vicini al governo della città. Trattative avviate, nell’ottica dei sette consiglieri, per portare in Campo Progressista anche Domenico Campana e Marco Chincarini di Per Me Modena.

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Interessante, in questo schema di Pisapia, il ruolo che giocherà in Emilia Romagna Massimo Mezzetti, che sembra essere l’uomo giusto per Pisapia per coordinare l’appoggio al Pd nella regione rossa di Stefano Bonaccini.

Nuovo consiglio. Se la Sinistra dovesse miracolosamente unirsi come descritto in precedenza diventerebbe il secondo partito del consiglio comunale - superando i grillini che hanno cinque seggi - e “batterebbe cassa” a Muzzarelli per avere anche due assessori.

Nuova giunta. Oltre a Bosi, in linea col progetto Pisapia, chi in giunta? Trande? No per due motivi: non è un mistero che abbia mire romane trainato da Maria Cecilia Guerra e per di più, entrando in giunta, libererebbe un seggio non per i suoi ma per il Pd, favorendo l’ingresso in consiglio comunale del primo dei non eletti, Elena Gazzotti, che pare non abbia mire scissioniste.

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