Croce Rossa, maxitruffa partita via mail
Fatti versamenti per 100mila euro dall’ex presidente Re alla banca fantasma. I volontari: «Si devono controllare i conti»
Tutto è partito da qualche mail arrivata all’indirizzo della Croce Rossa di Carpi. Lettere che, talvolta finiscono nella cartella spam e che hanno attratto l’attenzione dell’ex presidente della Cri, Massimo Re, il quale pensava di poter ottenere una cospicua donazione, grazie al lascito di oltre un milione di euro che «un cittadino ormai in fin di vita avrebbe lasciato all’associazione» spiega Marco Ferrari della Polizia Postale, dov’è stata sporta denuncia: le missive arrivavano da parte di una banca spagnola che poi si è rivelata un bluff. In cambio della donazione, la banca inviava bollettini con la richiesta di versamenti a suo favore. Versamenti che il presidente avrebbe effettuato per un somma totale di oltre 100mila euro: 40mila provenienti dal suo conto corrente personale, gli altri 60mila da quello della Croce Rossa carpigiana.
Questo è quanto emerge dalla denuncia fatta alla Polizia Postale quando si sono iniziati a delineare i contorni della maxitruffa attuata dall’istituto spagnolo ai danni della Cri. Un danno enorme, anche in termini di visibilità per l’ente carpigiano che ha portato, nel giro di sole 24 ore, al commissariamento da Roma della sezione di via Guastalla. Una notizia che ha provocato profondo sconcerto negli oltre 400 volontari, informati ufficialmente durante una riunione che si è svolta giovedì sera, e in tutti i soggetti che hanno effettuato donazioni (vere) a favore dell’ente.
Si calcola, poi, che la stessa banca spagnola abbia truffato altri 19 soggetti in tutta Italia con la stessa modalità. Prima l’istituto di credito fittizio offre la donazione e, quando la persona interpellata cade nel tranello, la banca fasulla inizia a mandare bollettini fingendo di avviare le pratiche per l’arrivo del denaro, dicendo che servono per pagare il notaio, il bollo e via dicendo, proprio come nel caso della Croce Rossa.
«Noi abbiamo il simbolo della Cri ricamato sul cuore - confida una volontaria - Quanto è successo ci fa molto male. Crediamo nella buona fede del presidente, ma occorre che, a partire da questo momento, si cambi radicalmente. Probabilmente noi rivoteremmo ancora Massimo Re, ma serve un sistema di controllo articolato su tutto il flusso del denaro. I nuovi presidente e consiglio direttivo dovranno imprimere una svolta. Perché noi volontari continueremo con il nostro impegno, ma sarà inevitabile prendere le distanze se le cose non cambieranno».
La Croce rossa dovrebbe avere un’assicurazione contro i danni fino a 300mila euro, ma è ancora da stabilire se copra i risarcimenti anche in caso di una maxitruffa come questa.
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