Edis, lavoratrici disperate per i 52 licenziamenti
«È un disastro, siamo quasi tutte donne e molte con famiglie monoreddito» L’azienda nega anche gli ammortizzatori sociali. Intervento dell’assessore Bosi
Sono quasi tutte donne e ieri hanno voluto esternare la drammaticità della loro situazione con sciopero e presidio davanti all’azienda Edis, che dopo il cambio di proprietà vuole licenziare 52 dei 92 dipendenti. La Edis, che ha sede a Modena, produce album di figurine e l’anno scorso è stata ceduta dal proprietario Antonio Panini alla società Sinigaglia di Villamarzana (Rovigo), uno dei maggiori concorrenti sul mercato di settore.
Dopo pochi mesi ora i nuovi proprietari hanno annunciato la volontà di licenziare più della metà dei lavoratori. Ieri alla manifestazione di protesta delle lavoratrici era presente anche l’assessore comunale Andrea Bosi, che ha anche la delega al lavoro e ha assicurato il sostegno dell’amministrazione nella vertenza Edis.
L’adesione dei lavoratori allo sciopero è stata molto elevata, così come al presidio davanti ai cancelli aziendali di via Tacito. Lavoratrici e sindacato chiedono all’azienda di ritirare i licenziamenti e di attivare ammortizzatori sociali quali la integrazione straordinaria per far fronte alla situazione. Nel prossimo incontro, previsto già in settimana dalla procedura di mobilità, il sindacato Slc/Cgil e la Rsu ribadiranno all’azienda la richiesta di disponibilità a ricercare soluzioni, prevedendo l'utilizzo di tutti gli strumenti di sostegno ai lavoratori.
«Siamo quasi tutte donne - hanno detto le lavoratrici e molte fra noi fanno parte di famiglie monoreddito. È un disastro, questa decisione ci getterebbe in una situazione disperata e non è possibile che l’azienda, che pure lavora e non va male, dopo tanti anni ci tratti in questa maniera».
«Nonostante le proteste dei lavoratori, sfociate in uno sciopero spontaneo la mattina del 7 febbraio scorso - dice il sindacato di Cgil - l'azienda ha deciso di usare le maniere forti. Nei giorni scorsi è stata infatti comunicata alle Rsu e al sindacato Slc/Cgil l'apertura della procedura di licenziamento collettivo e si conferma la totale indisponibilità aziendale al ricorso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione straordinaria. Viene inoltre preannunciata la disdetta degli accordi integrativi aziendali, comprensivi di mensa, casa lavoro, premio di risultato e di agevolazioni per famiglie con bambini piccoli, conquistati in anni di contrattazione. Si minaccia anche la chiusura dell'intera azienda».
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