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Iscrizioni scuole medie a Modena, la rivolta dei genitori

di Davide Berti
Iscrizioni scuole medie a Modena, la rivolta dei genitori

Esclusi dai comprensivi di stradario decine di bambini: alle Mattarella non basta la quarta prima, Paoli piene, sorteggi alle San Carlo. L’assessorato è nel caos

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MODENA Un caos, come volevasi dimostrare e come già abbondantemente previsto. Solo il Comune di Modena, consapevole del delirio che si sarebbe creato, ha continuato a fare buon viso a cattivo gioco ma ora la misura è davvero colma. E se lo scorso anno, per le iscrizioni alle scuole medie, si pensava di aver toccato il fondo, quest’anno è andata decisamente peggio.

Un flop su tutta la linea quello che sta accadendo da alcune ore in città, con centinaia di famiglie a Modena che dovranno portare i loro figli a scuola l’anno prossimo in quartieri diversi e molto distanti da quelli di residenza. Colpa di una riforma, quella degli istituti comprensivi, che è stata messa in piedi in fretta e furia più di un anno fa, senza tenere conto delle reali esigenze della città. E le difficoltà di oggi non sono pareri o opinioni confutabili, sono numeri incontestabili.

Come i 19 esuberi da stradario delle Mattarella: significa che ci sono 19 ragazzi che abitano nel giro di un chilometro dalla scuola che era stata loro assegnata che non potranno frequentarla perchè i posti sono insufficienti. Si è arrivati a 105 iscrizioni su quattro prime (una è stata aggiunta quest’anno quando si sapeva che la situazione sarebbe degenerata, sapendo anche bene, però che non sarebbe stata sufficiente).

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Oppure come i circa 50 esuberi alle scuole medie San Carlo, dove si è addirittura proceduto, fatto piuttosto inconsueto, con un sorteggio per premiare l’ordine alfabetico.

Sono piene anche le scuole medie Paoli, le Calvino, le Lanfranco. E chi si vede rigettare la domanda dalla scuola scelta si sente ripetere questa cantilena: «Ormai solo le Carducci a Modena hanno ancora qualche posto, ma affrettatevi». Forse ora non sarà nemmeno più così.

Decine e decine di casi ci sono stati segnalati in questi giorni da genitori che stanno provando a riunirsi in un comitato per porre all’attenzione delle autorità un problema gravoso: «Ci stanno sballottando per tutta la città, ma è questa l’organizzazione di una Modena che dovrebbe dare l’esempio in tutta Italia in termini di educazione e welfare».

I problemi più gravi nascono principalmente per due scelte infelici: la saturazione dell’offerta su alcuni comprensivi, che possono accogliere meno bambini di quanti effettivamente ne attribuisca lo stradario e la colpevole dimenticanza di tutti i ragazzi che provengono dalle scuole paritarie, che perdono ogni diritto di prelazione all’interno della scuola assegnata in base all’indirizzo di residenza. Come, insomma, se non esistessero.

Chi, vedendo una situazione paradossale, decide poi di rivolgersi alle scuole medie paritarie, non è detto che trovi la soluzione al suo problema: il Sacro Cuore, la più gettonata, non accetta più iscrizioni è ha una lista d’attesa chilometrica. Tutto questo senza che il Comune, fino ad oggi, abbia risolto la situazione: l’assessorato ora è nel caos e nello stesso Pd ci sono posizioni piuttosto critiche su questa vicenda. L’Ufficio Scolastico, ben a conoscenza della situazione, ha preso in mano in modo deciso la questione ieri, convocando i presidi per domani. In generale, basta vedere quanto accade per le iscrizioni anche alle scuole superiori (liste d’attesa, esclusioni, centinaia di ragazzi che finiscono nella terza o addirittura nella quarta scuola scelta in ordine di preferenza) per capire che a Modena c’è un grosso problema di programmazione scolastica.

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