«Tre regole per rivitalizzare l’economia»
Burocrazia, mancata concorrenza, illegalità e corruzione sono ancora i legacci che impediscono all'Italia di ingranare la marcia della ripresa. La fotografia della situazione in Italia è stata...
Burocrazia, mancata concorrenza, illegalità e corruzione sono ancora i legacci che impediscono all'Italia di ingranare la marcia della ripresa. La fotografia della situazione in Italia è stata scattata dal X Rapporto sulla legislazione commerciale di Ancd Conad, presentato alla Camera di Commercio di Roma.
Ancd Conad è l’associazione nazionale cooperative dettaglianti Conad. All'evento hanno partecipato il presidente di Ancd Conad Marzio Ferrari, il segretario generale dell’associazione Sergio Imolesi, oltre ad autorità e Roberto Ravazzoni, professore ordinario presso il Dipartimento di Comunicazione ed Economia - Unimore. Partendo dal quadro attuale normativo e con particolare riferimento al settore del commercio, il dibattito ha focalizzato l’attenzione sulle proposte di Ancd Conad, sintetizzate in tre punti.
L'avvio di una nuova stagione di liberalizzazioni, il taglio della burocrazia e la garanzia della legalità quali condizioni indispensabili per migliorare l'efficienza delle imprese e dare risposta alle aspettative dei cittadini. E sostenere la crescita del Pil oltre la soglia attuale.
La nuova stagione delle liberalizzazioni. Nell'Indice liberalizzazioni 2016 dell'Istituto Bruno Leoni l'Italia totalizza 70 punti su 100. Siamo lontani dai 94 punti della Gran Bretagna, gli 80 della Spagna, i 79 dei Paesi Bassi. Mentre il Ddl concorrenza 2015 è fermo in Parlamento da più di due anni, alcuni settori economici restano imbrigliati da inutili vincoli di natura corporativa.
Un taglio alla burocrazia. Nella relazione 2015-2016 sulla competitività globale del Forum economico mondiale l'inefficienza della burocrazia è considerata il principale ostacolo all'attività commerciale e imprenditoriale in Italia. Contemporaneamente l'eccesso di norme che spesso confliggono tra loro rallenta i processi imprenditoriali.
Tornare alla certezza del diritto. Con una media di 608 giorni, l'Italia è al terz'ultimo posto nella Ue per lunghezza dei processi civili e commerciali. Sono tempi che non consentono la rapida definizione dei contenziosi che possono riguardare le imprese, e che scoraggiano gli investimenti.
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