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Troppi gli studenti esclusi a Modena: «Stiamo lavorando per voi»

di Saverio Cioce
Troppi gli studenti esclusi a Modena: «Stiamo lavorando per voi»

Il direttore provinciale Menabue e l’emergenza per i  ragazzi che non avranno la scuola scelta «Porte chiuse o sorteggi inevitabili se non ci sono i posti nelle aule». Selmi, via ai cantieri

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MODENA. “Più che la pressione demografica possono le mode e le oscillazioni dei genitori nella scelta dell’indirizzo scolastico delle scuole superiori. Le scuole si trovano, da un anno all’altro, a fare i conti con queste situazioni, imprevedibili sino a quando non si contano le iscrizioni nei vari istituti”.

È questa in buona sostanza l’autodifesa degli istituti superiori modenesi che si sono trovati al centro delle contestazioni dei genitori per le iscrizioni rifiutate. Ma ora che le procedure sono via internet, le famiglie si aspettano risposte e soluzioni immediati, come quando ordinano un line una borsetta su Amazon. Ma a scuola non è così.

L’aumento degli studenti nel primo biennio delle superiori, varato nel 2004, ha moltiplicato il numero dei frequentatori, soprattutto nei professionali e nei tecnici. L’obbligo di frequenza sino a 16 anni costringe dunque i genitori a impegnarsi, pena la denuncia per evasione scolastica. Al tempo stesso vanno a sedersi sui banchi anche ragazzi e ragazze che, per così dire, non hanno una grande vocazione per frequentare libri e compiti in classe. Così alcuni istituti finiscono per avere un numero di aspiranti molto superiori agli spazi disponibili.

Selmi, Deledda, Venturi, Cattaneo sono i nomi degli istituti più richiesti. Se fino all’anno scorso furoreggiavano gli istituti alberghieri sull’onda di Masterchef, quest’anno vanno forte le lingue straniere.

Non tutti però si trovano nelle stesse condizioni. Al Sigonio per esempio c’è il tutto esaurito, ma la situazione è, faticosamente, sotto controllo.

«Al Cattaneo nella palazzina A di via Schiocchi ci sono spazi per 900 persone, tra alunni e docenti - sintetizza la vicepreside - Per legge non possiamo superare i 26 alunni per classe e i Vigili del Fuoco verificano puntualmente spazi e agibilità. L’anno scorso grazie all’impegno della Provincia sono state reperite altre 5 aule al Guarini e altre 4 quest’anno. Ma con queste nove aule in più non possiamo fare altro».

Un problema nel problema, per uno degli istituti più richiesti di Modena, è quello dei ripententi del primo anno che oscilla, a seconda degli indirizzi di studio, da un terzo alla metà degli alunni; sono questi ultimi la base su cui poi si costruiscono le prime dell’anno successivo. In breve: con circa 1.650 studenti e poco più di 230 nuove richieste i dirigenti, nonostante la buona volontà, hanno i loro limiti.

C’è chi invece riesce a fare quadrare i conti, tra moral suasion per chi si iscrive dopo e i primi arrivati. È il caso del Fermi, prestigioso istituto tecnico che ha un tasso di occupazione vicino al 100% per i diplomati, pochi mesi dopo l’uscita da scuola. «Abbiamo 1.108 studenti - dice la preside Cristina Zanti - grazie ai nuovi spazi e ai laboratori di una sede più grande. Forse riusciremo a recuperare una classe ulteriore l’anno prossimo».

Fuori sono rimasti circa 80 ma discutendo con i genitori l’opzione del Corni o del Tassoni è stata accolta senza troppi traumi. E il Selmi? Anche questo è sul podio dei più richiesti, ma qui trovare lo spazio per un’aula in più è un’impresa. «Fra due anni saranno pronti gli spazi della sede rinnovata» continua a ripetere a tutti la preside Margherita Zanasi, ma per ora gli esclusi sono un piccolo plotone.

I sorteggi per le ammissioni dunque sono solo la punta dell’iceberg. «Stiamo lavorando per risolvere tutte le situazioni - riassume il Provveditore Silvia Menabue - Non spostiamo come pacchi gli studenti. Le difficoltà? Ci sono ma cerchiamo di trovare per ognuno il posto più idoneo in accordo con le famiglie»

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