Bosch ha rinunciato agli esuberi
L’occupazione resta confermata a 1.250 unità. Due nuovi incontri
Esito positivo per l’incontro tra sindacati e direzione aziendale di Bosch Rexroth Oil Control sul Piano industriale che era stato presentato l’8 febbraio e prevedeva, a fronte di una previsione di crescita di fatturato di oltre 20 milioni, una pesante ristrutturazione con 130 esuberi, aumenti della turnazione sino a 18 turni settimanali, esternalizzazione di parte delle lavorazioni a basso valore aggiunto e la possibile mobilità di maestranze tra i 3 stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo.
L’azienda ha rivisto il Piano industriale rispetto agli esuberi dichiarati, sostenendo che a fronte della crescita del fatturato sul 2017 l’occupazione viene confermata in 1.250 unità, vale a dire tutte le maestranze al 31 dicembre scorso. L’azienda ha dichiarato quindi che il Piano industriale ora non prevede esuberi. Sono stati fissati altri 2 incontri con la direzione Bosch, il 24 febbraio e il 3 marzo. Il primo incontro per discutere delle esternalizzazioni di parte delle lavorazioni a basso valore aggiunto, poiché i sindacati ritengono che ci siano margini per conservarle in azienda. Il secondo incontro servirà per affrontare il tema delle stabilizzazioni dei lavoratori somministrati e in staff leasing (parecchie decine) che l’azienda ha attualmente conteggiato nelle 1.250 unità.
«I sindacati e le Rsu - dicono Fiom, Fim e Uil - avevano già fatto una proposta all’azienda e nei 18 mesi di trattativa sul contratto aziendale le stabilizzazioni erano già state ampiamente sviluppate con un affidamento al tavolo delle parti, seppur saltato con la presentazione del Piano l’8 febbraio. L’affidamento raggiunto nei mesi scorsi sulle stabilizzazioni deve essere uno dei punti da cui ripartire sul contratto aziendale e sarà fondamentale per il prosieguo della trattativa e per la sospensione delle iniziative di lotta».
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