«Causa civile e penale a difesa della Croce rossa»
L’avv. Zaccaria, incaricato dalla Cri, ha chiesto i danni alla “banca” spagnola I volontari in una lettera: «Continuiamo a indossare con orgoglio la nostra divisa»
CARPI . Una causa civile e una penale per difendere l’immagine e la buona reputazione che la Croce rossa ha costruito grazie al lavoro incessante di centinaia di volontari. L’avvocato Cosiomo Zaccaria che rappresenta la Croce Rossa carpigiana dopo lo scandalo della maxitruffa che ha portato al commissariamento dell’ex presidente, Massimo Re, e del consiglio direttivo, ha presentato una denuncia penale nei confronti della banca spagnola (e, di conseguenza, del soggetto che si nasconde dietro ques’istituto fasullo). Parallelamente partirà una causa civile di risarcimento danni.
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«La situazione è profondamente delicata: la nostra intenzione è quella di procedere in tutte le sedi per tutelare l’onorabilità della Croce Rossa - spiega l’avvocato Zaccaria, incaricato dal commissario Fabrizio Fantini che ha la responsabilità di traghettare l’ente di via Guastalla in questo complicatissimo periodo - Perseguiremo tutte le strade per individuare i responsabili di un reato così odioso perché colpisce un ente che fa tanto per il territorio. Nel frattempo, la Croce Rossa vuole rassicurare che tutti i servizi, e sono veramente tanti, sono garantiti. Le attività, pertanto, si svolgono senza interruzioni di alcun tipo. Si cercherà di capire che cosa è successo realmente».
Nel frattempo, il danno subìto dalla Croce Rossa di via Guastalla, come anticipato ieri, ammonta a 60mila euro. Tanto infatti è l’ammontare versato alla banca spagnola. Gli altri 40mila sarebbero stati attinti dal conto personale di Massimo Re. «Cercheremo di capire dov’è finita questa somma - conferma Zaccaria - e, contemporaneamente, ci saranno verifiche anche da parte della Croce Rossa nazionale».
Alcuni volontari, per sottolineare il legame fortissimo con l’ente carpigiano hanno scritto una lettera che racchiude il proprio amore per il volontariato in Croce Rossa. «Non ci facciamo demoralizzare da quanto è successo: siamo intenzionati, oggi più che mai, a continuare, come abbiamo sempre fatto, a servire al meglio questa città, con la stessa passione che ci ha contraddistinto fino ad oggi - si legge nel testo - Noi vogliamo continuare a indossare la nostra divisa con grande orgoglio. Riusciremo a superare un momento che di certo non è facile con l’obiettivo di rimanere tutti uniti. Siamo vicini alla persona che è stata travolta dallo scandalo. Il nostro desiderio è di ritornare a fare parlare di noi, per tutto quello che abbiamo fatto e che faremo. La Croce Rossa per noi rappresenta l’anima del volontariato: noi siamo orgogliosi di indossare il colore rosso della nostra divisa che spicca con orgoglio, così come la nostra determinazione. Siamo altrettanto determinati, però, alla nomina di un presidente e un consiglio che controllino con attenzione le risorse e il modo in cui vengono amministrate».
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