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Contributi da voucher. L’Inps di Carpi gli nega la pensione

di Valeria Cammarota
Contributi da voucher. L’Inps di Carpi gli nega la pensione

Un operaio di Carpi incassava gli stipendi con i buoni lavoro ma non risultano versamenti La Cgil: «È inconcepibile che il lavoratore non abbia l’assegno cui ha diritto»

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CARPI. Assaporava il momento della pensione, alla quale aveva diritto, ma, nonostante la domanda presentata entro i termini, l’Inps l’ha respinta perché non risultano contributi versati.

Potrebbe strappare un sorriso a fior di labbra, se fosse la scena di un film, ma è tutto vero. Capita, infatti, che un lavoratore abbia maturato il diritto ad andare in pensione il primo gennaio scorso e che, presentata domanda nei tempi previsti dalla legge, se la sia vista respingere dall'Inps di Carpi perché «non risultano versati i contributi». Cos'è successo? In sintesi, il malcapitato ha lavorato regolarmente tutta una vita poi, negli ultimi quattro anni è stato costretto ad accettare un'occupazione retribuita con voucher in una tintoria industriale per poter raggiungere i contributi necessari, ed è incappato in una doccia ghiacciata: l'Istituto previdenziale non è abilitata ad accreditare questo particolare tipo di contribuzione. Fantascienza? Magari. Il lavoratore sta ora aspettando che l'Inps disbrighi la matassa.

«Nato per regolamentare le prestazioni lavorative saltuarie - spiegano Tamara Calzolari e Maura Romagnoli, rispettivamente di Cgil e patronato Inca - il voucher non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’Inps quali disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari, ma è riconosciuto ai fini del diritto alla pensione. Quindi? Perché il nostro assistito non vede la sua pensione liquidata? Perché sul suo estratto contributivo non ci sono i contributi versati relativi al lavoro accessorio? Questo caso certo non è l'unico ma, anche se lo fosse, riteniamo sia inconcepibile. I dati dell'Inps confermano la diffusione sempre maggiore dell'uso dei buoni lavoro a discapito delle “normali” assunzioni con contratti regolari.

La Cgil ha più volte denunciato che questo strumento consente ad aziende e imprese di ogni tipo di poter pagare a voucher indistintamente ogni tipo di lavoratore e per ogni attività. Questa degenerazione dello strumento minaccia la tenuta del tessuto lavorativo e crea difficoltà anche dal punto di vista previdenziale. A fronte di questo, la Cgil ha promosso un referendum che punta all'abolizione dei voucher e al ridisegno di una nuova tipologia contrattuale che definisca regole, ambiti, limiti e diritti del lavoro occasionale: esso dovrebbe tenersi in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno insieme a quello sulla tutela dei diritti dei lavoratori degli appalti, a sostegno della proposta di legge sulla nuova Carta Universale dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, per risolvere le difficoltà dei lavoratori costretti a forme di lavoro precario» concludono Calzolari e Romagnoli.

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