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Il Guercino è in un luogo sicuro e segreto

Il Guercino è in un luogo sicuro e segreto

La tela rovinata affidata ad esperti marocchini. L’ambasciata avvia le procedure per riportarla a casa

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Caso Guercino: secondo il quotidiano on-line “lesite.info” di Casablanca, l’ambasciata italiana ha iniziato le procedure per riportare a Modena la tela rubata in San Vincenzo nell’agosto 2014 e ritrovata la settimana scorsa nel quartiere di Hay Hassani. La notizia non è confermata. Lo stesso procuratore capo di Modena Lucia Musti, da noi contattata ieri sera, ha detto: «Al momento non sappiamo se rientrerà con canali diplomatici o giudiziari ovvero per rogatoria».

L’incontro tra la Musti e gli ufficiali dei carabinieri del reparto Tutela Patrimonio Artistico, di Roma e di Bologna per la nostra regione, non avrebbe dato risultati apprezzabili: la Procura di Casablanca non ha ancora inviato informative ufficiali sulle indagini e sui quattro arrestati per il tentativo di vendita dell’opera del grande pittore seicentesco a un ricco collezionista d’arte locale.

In realtà dei quattro arrestati, da giorni isolati al commissariato di Hay Hassani, non si sa nulla, non solo l’identità ma neppure se corrisponde al vero la voce che uno di loro abitasse a Modena al momento del furto (il commissariato ha solo accennato al fatto che è un emigrato residente in Italia). Secondo altre voci anonime riportate dal sito marocchino, una delegazione di esperti e investigatori è già partita dall’Italia per prendere contatto con l’ambasciate e con le autorità giudiziarie locali. Anche questa notizia non viene confermata.

Sul cattivo stato di conservazione della tela, le conferme sono invece arrivare. Si è detto che dalle foto spedite dal Marocco ai carabinieri risulta che il bordo non è rovinato ma l’opera presenta numerosi punti di logoramento dovuti al fatto che è stata arrotolata per tanto tempo, prima in un tappeto per il trasporto fuori dall’Europa e poi nel nascondiglio, probabilmente lo stesso dove è stato trovato dalla polizia giudiziaria: il colore a olio è crepato verticalmente formando delle strisce.

L’unica novità emersa sotto questo aspetto è che le autorità marocchine hanno già dato disposizioni di tenere la tela in un ambiente con temperatura e umidità adatte alla conservazione dell’opera. Il luogo è segreto, probabilmente un museo di Casablanca.

Resta quindi da cominciare tutta l’indagine, soprattutto sul versante italiano, dal momento del furto fino alla sparizione dell’opera. Il sostituto procuratore Claudia Ferretti dovrà capire chi ha rubato l’opera in San Vincenzo nel periodo tra l’ultima messa, quella domenicale e la scoperta, avvenuta quattro giorni dopo. Se i ladri avevano complici locali e magari un basista e come hanno organizzato il trasporto in un furgone tenendo il quadro arrotolato nel tappeto.

Carlo Gregori

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