Gazzetta di Modena

Modena

Carpi. «Pagato con i voucher mi trovo senza pensione»

di Valeria Cammarota

Il 63enne carpigiano Giuseppe Addante racconta il suo caso, unico in provincia I contributi sui buoni lavoro non risultano ancora accreditati sulla sua posizione

2 MINUTI DI LETTURA





CARPI. «Non è stato possibile accogliere la domanda per assenza di contribuzione nella gestione separata». Si immagini lo stupore con cui Giuseppe Addante, alla fine dello scorso anno, deve aver letto le parole con cui l'Inps respingeva la sua domanda di pensione, presentata l'11 ottobre.

Giuseppe ha 63 anni e il primo gennaio sarebbe potuto andare in pensione se un inghippo squisitamente formale non glielo avesse impedito. Com'è stato possibile? Addante ha lavorato per 30 anni nel settore privato come tecnico di laboratorio in aziende tessili poi, complice la crisi, ha perso il lavoro. Ma non si è arreso e, dal 2013, ha continuato ad arrotondare le proprie entrate con impieghi saltuari pagati tramite voucher. Qui è l'origine del problema. Succede che Giuseppe a un certo punto si rechi presso il patronato Inca Cgil per sapere se i tempi per la pensione sono maturi: i voucher gli hanno consentito di entrare in metodo di conteggio differente che gli permette di accorciare i tempi e di andare in pensione a 63 anni indicizzati con l’aspettativa di vita, dunque a 63 anni e 7 mesi, anziché a 67.

«Nonostante tutto mi considero fortunato - spiega Giuseppe Addante - i miei figli lavorano e il mio percorso di vita l’ho completato. Non la vivo in modo drammatico. I voucher, tuttavia, andrebbero usati come eccezione: vanno bene per chi come me è a fine percorso, ma per un giovane sono uno strumento decisamente penalizzante».

Qual è, però, il problema che ha creato il “blocco” della pensione? «Trent’anni da lavoro dipendente hanno consentito a Giuseppe di raggiungere l’importo di pensione minimo per poter uscire col sistema del computo in gestione separata - spiegano Susetta Manicardi e Valentina Neri, operatrice e responsabile di Inca Cgil - ma per perfezionare l'iter occorre l'accredito di un mese di contributi con voucher pari a una retribuzione di 3 mila euro. Ora, solo nel 2015 Giuseppe è riuscito a raggiungere quel minimale, tuttavia l'Inps non lo "vede" e questo ha portato a vedere respinta la pensione. Stiamo ancora aspettando l’accredito del lavoro svolto nel 2015: i contributi del 2013 sono visibili solo da poche settimane». Oltre trent’anni di contribuzione e un solo mese di voucher blocca tutto. Sui tempi di risoluzione della questione c'è incertezza. Il primo caso del genere, in provincia, ma Tamara Calzolari, della Cgil di Carpi, non nasconde la propria preoccupazione. «Fino a quando l’Inps non accrediterà i contributi a Giuseppe, non gli riconoscerà il versamento – spiega - la domanda non verrà completata e non gli verrà versata la pensione. L'Inps vede queste somme nella procedura dei datori di lavoro, ma non nella posizione del contribuente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google