S. Felice. La ditta Stabellini chiede il concordato preventivo
La storica azienda edile è una delle più coinvolte nella ricostruzione ma risente della crisi e della lentezza dei pagamenti di alcuni milioni per i cantieri
SAN FELICE. È stato depositato ieri, presso la cancelleria fallimentare del Tribunale di Modena, il ricorso per la ammissione alla procedura di “concordato preventivo in continuità aziendale” da parte della società Alcide Stabellini di San Felice. Il ricorso è stato presentato assieme ad analoghi ricorsi per altre società partecipate del gruppo Stabellini, totale di 10 società. La Stabellini è un'azienda storica e leader nella Bassa: in virtù del fatto che gli immobili che ha costruito nel tempo hanno spesso resistito meglio alle scosse del 2012, è divenuta uno dei principali operatori della ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma.
Stante la crisi di un settore come è noto già in difficoltà da anni, la particolarità grave di questa richiesta di concordato dipende nell'immediato dalla lentezza dei pagamenti istituzionali legati alla ricostruzione post-terremoto.
In altre parole l'azienda sembra essere stata costretta a depositare richiesta di concordato per poter proseguire nelle attività sotto l'egida del tribunale a causa del grave rallentamento dei pagamenti da parte della Regione e dei Comuni delle cambiali Errani / contributi erogati a favore dei singoli beneficiari che ne hanno fatto richiesta. Risulta infatti che l'azienda (che ha cantieri sparsi in tutta l’area colpita dal terremoto del 2012) abbia più volte richiesto la liquidazione dei contributi che assommerebbero ad alcuni milioni di euro. Non è purtroppo il primo caso di imprese del territorio che, sebbene considerate solide e affidabili, versano in gravi difficoltà in ragione del ritardo nel pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni, un po' come il caso della F.LLi Baraldi di San Prospero. Le imprese lamentano che, “ovviamente se non incassi i pagamenti per i lavori che fai, per un po' poi continuare tu a fare da banca ai tuoi fornitori, ma arrivi ad un punto in cui non riesci più quindi o salti per aria (fallisci) o depositi una domanda di concordato che ti consenta di proseguire nelle attività sotto l'attento controllo del Tribunale”.
In questi anni della ricostruzione sono stati in molti a domandarsi, e tra questi certamente la Stabellini, il perché di tempi di incasso così lunghi. Il concordato, se accolto, consentirebbe di salvare l'impresa e di organizzare un piano di rimborso dei crediti che non favorisca soltanto le banche, ma che possa accontentare - anche se spesso per percentuali modeste - fornitori e imprese di subappalto che hanno lavorato per la Stabellini e che attendono anche loro, da troppo tempo, un qualche ristoro dei costi sostenuti. Le società sono assistite dallo studio legale dell'avvocato modenese Davide Guidi e dallo Studio Masella di Modena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
