Pavullo, la minaccia al telefono: 47enne ai domiciliari
Pavullo. Già denunciato a dicembre per maltrattamenti alla compagna e al figlio La tempestava di chiamate promettendo violenze: «Ti mando qualcuno a casa»
PAVULLO. L’ossessione per l’ex compagna è costata cara al 47enne pavullese L.R., già denunciato a dicembre per maltrattamenti verso di lei e il figlio 12enne. Era stato rimesso in libertà con divieto di contattare telefonicamente la donna, di avvicinarsi a casa sua e di dimorare sull’intero territorio di Pavullo. Ma lui, anziché fare marcia indietro, è ritornato alla carica. Pare anche rifacendosi vedere a distanza ravvicinata (lo ha riferito l’ex compagna, non è stato però possibile sorprenderlo in flagranza), ma soprattutto tempestandola con telefonate sempre più aggressive, culminate con un’aperta minaccia per la sua incolumità dietro frasi del tipo: «Guarda che se mi torni a denunciare, poi ti mando qualcuno a casa». Ma anziché farsi intimidire, lei quella denuncia l’ha fatta eccome ai carabinieri della stazione di Pavullo, che a seguito d’indagine hanno trovato piena conferma di quanto riferiva la donna, chiedendo quindi subito alla Procura un aggravamento della misura cautelare emessa due mesi fa nei confronti dell’uomo, operaio originario del napoletano ma da una vita sul territorio. Il pm ha trasmesso istanza al gip, che ha puntualmente emesso ordinanza di custodia domiciliare. E martedì mattina il 47enne ha ricevuto la visita dei carabinieri a Fanano, nell’appartamento in cui si è forzatamente trasferito dopo i fattacci di dicembre, con notifica di arresto: niente più uscite da quelle mura, neanche per andare a lavorare in paese. Anche se si comporterà benissimo d’ora in poi, per qualche mese la misura sicuramente non potrà essere revocata a fronte di una simile recidiva.
Anche perché adesso, per ottenere un alleggerimento di condizione, è indispensabile il consenso della vittima. E la donna (40enne nata e cresciuta a Pavullo) ben difficilmente lo darà ripensando all’incubo vissuto, conscia anche della necessità di proteggere suo figlio. Da parecchio tempo sopportava le ire e i maltrattamenti del compagno, segnato da problemi di alcol. Sembra addirittura fin da quando era incinta. Ma la sera del 9 dicembre, dopo l’ennesima sfuriata, disse basta: verso le 20 uscì da casa (in una frazione di Pavullo) con suo figlio e, presa la Punto, si diresse decisa dai carabinieri per denunciare tutto. Ma lui, sempre nell’impeto, si gettò all’inseguimento con la sua Opel Corsa guidando come un pazzo, raggiungendola e minacciandola dal finestrino invadendo l’altra corsia, più volte. Ma lei era già riuscita a contattare i carabinieri che, sul posto col nucleo radiomobile, intercettarono l’uomo. Che peraltro inveì nei loro confronti con frasi del tipo: “Ma che volete da me? Chi via ha chiamato?”.
Madre e figlio furono medicati al Pronto soccorso di Pavullo, con tre giorni di prognosi per entrambi a fronte delle lesioni subite.
Daniele Montanari
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