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Modena, Palazzo ducale sempre più museo

Modena, Palazzo ducale sempre più museo

Una convenzione tra l’Accademia e l’Università di Bologna per valorizzare e far conoscere i tanti tesori storici e artistici

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MODENA. Palazzo Ducale da oggi è un po' meno scuola militare e un po' più museo, anche se i tempi non saranno brevi e serviranno fondi economici ancora in larga parte da quantificare. Un giorno arriveranno anche gli apparati multimediali grazie alla cosiddetta "realtà aumentata", mentre si procederà con lo studio accurato di parti finora tralasciate o quasi. È una ottima notizia l'ultimo accordo di collaborazione triennale firmato tra l'Accademia militare e l'Università di Bologna: con esso si valorizzerà il patrimonio architettonico e artistico del palazzo seicentesco che fino al 1859 è stato la sede della Capitale estense e del duca.

Ma c'è di più. Nell'accordo di collaborazione voluto dal comandante dell'Accademia Salvatore Camporeale, insieme alle docenti di storia dell'arte dell'ateneo bolognese Sonia Cavicchioli e Sandra Costa, è inserita anche la presenza periodica nel palazzo di due laureandi dell'Alma Mater. I primi due ragazzi, Aurora Vasinton e Andrea D'Apruzzo, hanno già lavorato in questi mesi presso le quattro Stanze da parata (oggi quello è il museo militare) e l'appartamento di facciata di Francesco I. Il loro compito è consistito nel fotografare - sembrerà incredibile, ma alcune parti del palazzo erano quasi inedite - e successivamente studiare e catalogare porzioni di muri dipinti, oggetti e architetture. I ragazzi e le docenti, coadiuvate da Patrizia Curti che conosce Palazzo Ducale come le sue tasche, hanno prodotto una serie di testi che serviranno non solo per le pubblicazioni.

«Abbiamo svolto - spiegano Sonia Cavicchioli, coordinatrice del progetto e Sandra Costa responsabile del Dipartimento di arte a Bologna - il nostro compito di storici dell'arte e abbiamo quindi letto con occhio allenato la struttura e le pitture. Il materiale prodotto verrà messo a disposizione delle guide che ogni domenica portano cittadini e turisti a vedere le sale: serve infatti ancora studiare e divulgare per rendere ben chiaro cos'era questo palazzo ai tempi di Modena Capitale. Quando l'Accademia lo riterrà utile questi testi potranno anche essere usati nelle sale per totem e materiale informativo.

Speriamo poi di poter arrivare, attraverso la realtà aumentata, a posizionare virtualmente in queste sale tutte le opere che erano qui e oggi sono alla Galleria Estense e a Dresda. Selezioniamo i ragazzi tra i più promettenti e presto ci occuperemo di parti del palazzo, quelle del '700 e '800 che si conoscono pochissimo». Soddisfatto il generale Camporeale: «Da tempo siamo aperti alla città e oggi, pur senza essere museo, abbiamo 30mila visitatori l'anno. Grazie anche a questa convenzione e quelle di Modenatur e di Invito a Corte. Anche le mostre sono molto visitate e continueremo con la di valorizzazione del palazzo». (s.l.)

 

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