I Revisori dei Conti contro le accuse della consigliera M5s
Non hanno lasciato correre le pesanti esternazioni sul bilancio della consigliera M5s Monica Medici i revisori dei conti del Comune. In una lettera firmata dai tre componenti del collegio,...
Non hanno lasciato correre le pesanti esternazioni sul bilancio della consigliera M5s Monica Medici i revisori dei conti del Comune. In una lettera firmata dai tre componenti del collegio, indirizzata al Consiglio comunale, dove Medici aveva espresso le sue osservazioni sul documento, e al sindaco Alberto Bellelli, si spiegano alcuni punti messi in discussione dall’esponente grillina. Sottolineando la correttezza dell’operato dei revisori. La missiva porta in calce la firma di Susanna Giuriatti, Silvana Grillenzoni e Bruno Monti, i tre revisori del Comune, appunto, i quali richiamano le critiche di Monica Medici che si è riferita “a dati di bilancio “approssimativi”, utilizzati “per pura cifra di quadratura del bilancio ma non rispondenti al vero”, nonché l’avanzo di bilancio definito “apparente”, con la conclusione che l’ente è in “disavanzo””. I revisori dichiarano nella lettera che “tali affermazioni sono gravi e lesive della professionalità, competenza e terzietà del Collegio, anche in considerazione del fatto che tali affermazioni sono sostenute qualificandosi “revisore dei conti”. Risulta quindi necessario evidenziare come tali affermazioni risultino errate”. Il Collegio sottolinea che “l’affermazione che porta a definire l’ente in disavanzo denota quantomeno una scarsa conoscenza delle norme contabili. L’accantonamento a Fcde (fondo crediti di dubbia esigibilità) per l’importo di 5.169.000 euro è formato da tre annualità di accantonamento (2014, 2015 e 2016). Gli importi relativi al 2014 e al 2015 sono relativi a un accantonamento del 100%, come previsto dalle norme contabili, mentre quelle del 2016 tengono conto del livello degli stanziamenti e degli accertamenti in fase di assestamento. Non è vero, quindi, che i residui sono assistiti da un accantonamento del 70% perché l’accantonamento del 70% è riservato solo al 2017 come previsto dalla normativa”.
I revisori procedono poi entrando nel dettaglio di altri aspetti tecnici e si augurano che “l’analisi critica dei dati di bilancio venga ora effettuata in modo corretto e non sulla scorta di valutazioni personali e non verificate”. (s. a.)
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