Gazzetta di Modena

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«Lavoro e sviluppo Legacoop più forte anche della crisi»

di Maria Elena Mele
«Lavoro e sviluppo Legacoop più forte anche della crisi»

Il presidente Giovanni Monti all’assemblea delegati «Progetti innovativi e funzione sociale la ricetta vincente»

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BOLOGNA. Le cooperative sono tali non per le regole o gli statuti, ma per le persone. È il filo conduttore dell'assemblea dei delegati di Legacoop Emilia Romagna, esplicitato sin dal titolo: "Dai bisogni lo sviluppo". Al centro dei lavori che hanno riunito a Bologna i quadri dirigenziali lo stato di salute e il futuro della cooperazione. Ad aprire la giornata il presidente Giovanni Monti il quale ha ricordato come «negli anni della crisi siamo cresciuti, è aumentata l'occupazione e abbiamo sviluppato progetti innovativi avendo come stella polare la funzione sociale della cooperazione». I numeri a supporto del presidente Monti: più di 127mila addetti per un fatturato di oltre 27 miliardi di euro; 1.100 circa le cooperative aderenti a Legacoop in Regione su un totale di 4530. Dati questi ultimi che fanno dell'Emilia Romagna "la culla" del fenomeno cooperativo del Paese. Praticamente nel territorio emiliano romagnolo non ci sono comuni "senza" imprese cooperative. I capoluoghi rappresentano i centri di maggiore concentrazione dove sono presenti oltre 100 società con Bologna ai vertici della top ten, seguita da Reggio Emilia e Modena, mentre Ferrara è il fanalino di coda. «Nella nostra regione negli ultimi sei anni abbiamo sostenuto la nascita di 17 workers buy out salvando 500 posti di lavoro. Per quanto riguarda la promozione di start-up: negli ultimi due anni in Emilia-Romagna sono nate 68 nuove cooperative» ha spiegato il presidente di Legacoop regionale. Altro aspetto riconosciuto da più parti e confermato anche da classifiche stilate dagli istituti di statistica nazionali è che nel periodo della crisi il sistema cooperativo, rispetto ad altri settori, ha tenuto il livello occupazionale. In tal senso sono state tante le cooperative soprattutto di produzione e lavoro che al calo del fatturato hanno preferito ridurre le riserve indivisibili piuttosto che diminuire l'organico. La crisi ha portato ad un flusso di cambiamento all'interno del quale la cooperazione emiliano-romagnola ha saputo innovarsi ed esplorare terreni nuovi per creare cooperazione. Un movimento non esente dalle difficoltà come per il settore delle costruzioni, ma come ha spiegato Giovanni Monti «ha saputo fare importanti passi avanti, dalla nascita di Alleanza 3.0 al ruolo di primo piano assunto dal Gruppo». In tal senso è cruciale il compito della governance perché come ha dichiarato Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense, le imprese vengono giudicate proprio dalla loro adeguatezza a stare in modo efficiente sui mercati e dalla sua capacità di rispondere alle esigenze interne. L'idea, concreta, su cui sta lavorando Legacoop in collaborazione con altri soggetti di avviare un progetto di formazione che coinvolga tutti dai consiglieri di amministrazione ai dirigenti, dai soci ai lavoratori e che diversifichi le tematiche: bilancio e finanza cooperativa, produttività del lavoro, trasparenza ed informazione. Un percorso che si svolgerà ad aprile, maggio e giugno 2017 e la speranza dichiarata, in modo ilare, dallo stesso Andrea Benini è «che si parli sempre meno dell'importanza della governace dato che è dal 2008 che se ne discute».

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