«Non sono i profughi il male del nostro mondo»
La neo presidente dell’Unione Terre di Castelli Emilia Muratori sui migranti: «Cabina di regia per gestire l’accoglienza. Business economico? Smettiamola»
VIGNOLA. «Chi sono i richiedenti asilo? Sono esseri umani».
Così, con la più semplice e profonda definizione possibile Emilia Muratori, sindaco di Marano e da ieri sera neo presidente dell’Unione delle Terre di Castelli, parla dell’arrivo dei 93 migranti a Vignola e negli altri Comuni dell’Unione.
«Io ho parlato e ho conosciuto quelli che abbiamo ospitato in questi anni a Marano. Sono uomini, molto giovani, che hanno voglia di costruire il loro futuro e lo vogliono fare qui, dove qui significa Italia o Europa, ovvero luoghi in cui la civiltà gli consente di farlo. Lontano dalla miseria e dalla guerra, senza dimenticare che hanno lasciato fratelli, sorelle e genitori per affrontare un viaggio terribile, prima attraversando mezza Africa e poi il mare. Mettono in gioco talmente tanto della loro vita che non lo fanno certo per venire qua a giocare con il cellulare...»
Parole pronunciate dalla Muratori donna, prima che dal sindaco e dalla presidente dell’Unione, ruoli che le impongono anche riflessioni più concrete: «È un tema delicato e l’approccio del Prefetto, con il coinvolgimento dei sindaci, è stato ottimale. L’Unione era in difetto rispetto alla quota di accoglienza e come amministratori dobbiamo rispondere alle norme nazionali. L’accoglienza può essere gestita tramite cooperative o direttamente dagli Enti. Noi abbiamo sempre praticato la prima strada: non abbiamo le forze per mettere in atto una gestione diretta, anche se non la escludo per il futuro. Nell’accoglienza sono compresi progetti di lavoro per i richiedenti asilo, progetti che peraltro tutti i Comuni dell’Unione hanno già messo in atto negli anni scorsi».
La novità, rispetto al passato, sarà l’istituzione di una “cabina di regia”: «Un tavolo di coordinamento periodico, in diretto contatto con la Prefettura, composto dall’assessore di riferimento (Monica Amici, sindaco di Guiglia, ndr), dal presidente dell’Unione, da tutti gli assessori preposti dei Comuni coinvolti e dai referenti delle coop: servirà per capire se esistono problematiche e per essere equilibrati nella distribuzione dei richiedenti asilo». La Muratori lancia poi un messaggio a chi parla di speculazione: «Bisogna avere le prove per fare certe affermazioni. È chiaro che le cooperative siano state costrette ad assumere personale, che va pagato. Ma noi sindaci siamo in continuo contatto con le coop e se ciò non bastasse c’è la Prefettura a vigilare costantemente: non ci vogliamo nemmeno fidare del Prefetto? E poi voglio dire un’altra cosa: per Marano, ad esempio, stiamo parlando di 13 profughi su 5mila abitanti. Non ci si spaventa per 13 persone. Ciò non toglie che sia un impegno importante e da non sottovalutare. Questo i cittadini devono saperlo: la gestione dei richiedenti asilo è qualcosa che affrontiamo in maniera seria. Di contro ci sono le facili strumentalizzazione del fenomeno, come ad esempio il collegamento profughi-allarme sicurezza. È un modo per sfruttare la paura dei cittadini per la propria sicurezza, facendo dei migranti un capro espiatorio. Ma non sono i profughi il male del mondo». (gib)
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