Preso uno spacciatore di shaboo
La Volante lo ha arrestato in centro con 25 dosi della droga sintetica. Una nuova rete di venditori
I poliziotti della Volante lo hanno scorto in via Castel Maraldo mentre stavano effettuando un controllo in centro e subito hanno capito che stava accadendo qualcosa di losco: quel giovane nigeriano era una vecchia conoscenza e il fatto che stesse parlottando con una persona di nazionalità filippina lasciava presagire ad un affare di droga. I poliziotti avevano visto giusto: il nigeriano C.A., un clandestino di 32 anni, è stato bloccato, perquisito e alla fine arrestato perché trovato in possesso di 25 dosi di shaboo, una metanfetamina pericolosissima, per un peso complessivo di 22 grammi. Con ogni probabilità o si stava rifornendo o era pronto per spacciare: un piccolo corriere, un membro di una rete di spaccio che sta diventando vasta. Nel mese scorso infatti le forze dell’ordine hanno arrestato atri due nigeriani perché trovati in possesso di questa droga potentissima che ha consumi in prevalenza nella comunità filippina. È la “loro” droga e ha un consumo ristretto ed esclusivo: per ora non ci sono cioè clienti italiani. Per non dare nell’occhio, ora lo spaccio dei cristalli di shaboo è stato affidato a corrieri africani, piccoli pusher che tengono le fila degli affari in zone precise e che hanno quindi clienti fidati. Una rete alternativa a quelle classiche della marijuana e dell'eroina. Ieri mattina in tribunale l’arresto è stato convalidato chiesti i termini di difesa: nel frattempo per lui è scattato il divieto di dimora a Modena e provincia.
Al momento dell’arresto il 32enne aveva alcuni telefoni cellulari e la somma di 1685 euro. Lo shaboo è una droga devastante: una metanfetamina sintetica che ha un effetto eccitante dieci volte maggiore di quello della cocaina, dura dalle 8 alle 24 ore ed arriva a costare oltre cinquanta euro al grammo.
La sua prima apparizione in città è stata nel 2011: allora fu un iraniano ad essere arrestato , era un importatore che iniziava a fare affari nella nostra città. In seguito vi furono arresti di persone filippine, venne anche scoperto un laboratorio per la produzione. Ora come detto lo spaccio è passato di mano, è il tempo dei nigeriani.
Stefano Totaro
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