Quando a Modena si ballava con Max Kelly
Il dj modenese ha segnato il passaggio dal vinile al digitale. «Cominciai grazie ad Antoine»
MODENA. Tra gli anni '80 e '90 ha fatto ballare migliaia di ragazzi nelle discoteche più importanti della Penisola ed ancora oggi è sempre protagonista della Movida modenese. Max Kelly (Massimo Mazzoli) è un dj - produttore riconosciuto dagli addetti ai lavori per essere stato il primo a spianare la strada al Djing digitale.
Nel 1988, agli albori della tecnologia, era già all'avanguardia utilizzando nei suoi dj-set gli strumenti più potenti e innovativi che gli permettevano di creare remix live in diretta senza l'uitlizzo di alcun vinile.
Grazie alle sue performances, prende contatto e inizia una stretta collaborazione con Akai, marchio che era distribuito in Italia da Grisby Music la quale lo fa diventare il suo primo dj testimonial ufficiale per i campionatori che, a quel tempo, venivano usati esclusivamente da musicisti e studi di registrazione.
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Dopo qualche anno di pausa dalla consolle, Max Kelly è ritornato in piena attività con l'ausulio delle ultimissime tecnologie e con contaminazioni "vinilistiche" del passato per proporre dj-set che, con oltre trent'anni di esperienza musicale, risultano essere un concentrato della musica più bella proposta nella maniera più attuale ed originale. Insieme al collega Lello Saba ha fondato "LaVecchiaScuola".
«Il primo a credere in me - sottolinea Max Kelly - fu Antoine che mi portò con lui, nel lontano 1982, allo Sky di Soliera. Dopo pochi mesi, Lello Saba mi chiese di affiancarlo al Living di Bologna ed insieme conducemmo con successo la stagione 1983. L'anno seguente approdai al Kiwi Catherdal di Piumazzo e mi venne affidato il Kiwino dove riuscii a coinvolgere migliaia di persone, grazie alla musica alternativa, non commerciale che spaziava dal Funky alla Dance inglese e New Wave, per arrivare alla appena nata House Music».
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È' stato Max Kelly, insieme ad altri, a resuscitare Radio Modena, ed ebbe modo di conoscere tantissimi artisti che transitavano sotto la Ghirlandina senza mai abbandonare la consolle. «Al Living di Bologna - prosegue Kelly - vidi al lavoro il dj newyorkese Richie Rich, con evoluzioni musicali mai sentite da alcun dj. Allora decido di voler emulare quella tecnica e mi appassionai cosi allo Scratch ed alle evoluzioni in consolle. Successivamente al Sib di Rimini entrai in contatto con Akai e ne diventai il testimonial. Mi posso definire un pioniere della tecnologia digitale, che oggi è diventata di uso comune tra i dj».
Tra le discoteche in cui ha lavorato il dj gialloblù ci sono il Casablanca di Sassuolo, Settecento di Pavullo, il Genux di Desenzano sul Garda, il Fantasia di Carpi, il Picchio Rosso di Formigine, solo per citarne alcuni. Ha messo la firma anche su alcuni produzioni musicali di successo. «La musica è sempre stata da colonna sonora della mia vita», conclude Max Kelly.
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