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Richiedenti asilo in arrivo Si inizia da metà marzo

Richiedenti asilo in arrivo Si inizia da metà marzo

Accordo con la Prefettura e in concomitanza con lo smantellamento dei Map L’accoglienza sarà lenta e graduale. Le coop attendono il bando di gestione

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I primi, limitati trasferimenti - usando le parole della Prefettura - dei richiedenti asilo nella Bassa, inizieranno a metà marzo. Una data non casuale, definita nelle riunioni che si sono tenute nelle ultime settimane tra Maria Patrizia Paba e otto sindaci dell’Area Nord. C’è infatti una esplicita coincidenza tra l’arrivo dei primi migranti e lo smantellamento definitivo dei moduli abitativi che per quasi cinque anni hanno ospitato famiglie di sfollati terremotati. Chiusa un’emergenza, quindi, i primi cittadini, anche con coraggio, hanno scelto di aprirsi all’accoglienza solidale di oltre 200 persone. Che non arriveranno tutte e subito, sia chiaro, ma saranno indirizzate nella Bassa a piccoli gruppi, man mano che le varie cooperative di accoglienza avranno trovato alloggi adeguati. E qui sta la seconda questione: chi si occuperà della gestione dei richiedenti asilo? La Prefettura spinge per l’adesione ai progetti “Sprar”, ossia una regia diretta dei Comuni in collaborazione con le associazioni e le cooperative del territorio. Un’idea che, al momento, non convince troppo i sindaci, incuriositi di sperimentare modalità di accoglienza consolidate e mediate dalle quattro cooperative che stanno per conoscere l’esito del bando di gara - da 25 milioni e 800mila euro - indetto da viale Martiri. Una gara che porterà a definire chi si accollerà la responsabilità di oltre 1500 profughi (vecchi e nuovi) in provincia di Modena.

Al momento tutti smentiscono di aver avviato contatti con le strutture ricettive della Bassa, attendendo l’esito della gara, ma qualche movimento con gli alberghi c’è già stato anche perché ci sarebbe il concreto rischio di trovarsi spiazzati dai primi invii concordati. Sul territorio hanno già dato disponibilità a partecipare ai progetti di accoglienza sia la coop “La mano sul berretto”, che non ha partecipato al bando prefettizio, ma fa parte degli enti che possono intervenire nel caso in cui i primi quattro gestori (Kaleidos, L’Angolo, Papa Giovanni XXIII e Leone Rosso) fossero “esauriti”, sia Mani Tese di Finale per progetti di inclusione. E proprio Finale è l’unico Comune che continua a disertare le riunioni con il Prefetto, ma dovrà comunque accogliere. Magari non da metà marzo, ma poco dopo. Il sindaco Palazzi ha anche scritto in Prefettura una lettera in cui ribadisce e cerca di motivare il proprio diniego, ottenendo però una risposta molto interlocutoria. Perché la direttiva dello Stato è chiara: tutti i sindaci devono guidare l’accoglienza “con le loro costruttive e responsabili posizioni” attraverso cui “dimostrano come la disponibilità all’accoglienza sia del tutto coerente con la vocazione solidaristica dei loro territori e costituisca il segno tangibile degli importanti progressi nel percorso di rinascita dopo il sisma”.(fd)

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