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Umarel vigilano la demolizione della Bper

di Valentina Corsini
Umarel vigilano la demolizione della Bper

CAVEZZO. Un altro gigantesco edificio del paese che se ne sta andando, nella ricostruzione post sisma. È il condominio Greta, all’angolo tra via Gramsci e piazza Martiri della libertà, meglio...

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CAVEZZO. Un altro gigantesco edificio del paese che se ne sta andando, nella ricostruzione post sisma. È il condominio Greta, all’angolo tra via Gramsci e piazza Martiri della libertà, meglio conosciuto come il palazzo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Cavezzo perde così un simbolo del suo centro storico, anche se ne verrà ricostruito uno simile, per alcuni perdendo l’occasione di una riqualificazione anche estetica, così nel cuore del paese.

La demolizione, ad opera dell'impresa edile Cbm di Carpi, è iniziata una decina di giorni fa e ieri è stata chiusa la strada perché venissero ultimati gli ultimi lavori.

Il palazzo, che prima del terremoto ospitava una filiale della Popolare dell’Emilia Romagna, uno studio notarile e la biblioteca comunale, verrà però ricostruito tale e quale. Nel nuovo condominio Greta troveranno ancora spazio i locali della Bper e lo studio notarile Figurelli.

Più incerto il destino della biblioteca comunale che non si sa, per ora, se verrà di nuovo allestita all’interno del palazzo.

«Ad oggi, la priorità dell’amministrazione comunale è che il condominio Greta venga ricostruito - ha precisato il sindaco Lisa Luppi - una ricostruzione che durerà all'incirca 18-20 mesi. Solo allora decideremo che valutazioni fare in merito alla biblioteca. In quanto ora, con davanti tempistiche di ricostruzione così lunghe, è prematuro. Abbiamo però previsto, all’interno del palazzo, la realizzazione di uno spazio base, un open space, che potrà ospitare un servizio comunale o, in prospettiva, essere alienato. È possibile che come Ente pubblico si decida alla fine di uscire da un contesto a maggioranza privata e di affittare quello spazio a terzi. Anche nell’ottica della ricostruzione, infatti, il condominio Greta ha creato non poche complicazioni. Perché è un edificio misto pubblico e privato, ma a maggioranza produttiva, tant’è che è finito sulla piattaforma Sfinge. Il Comune, avendo a disposizione tanti “contenitori” da riempire, farà tutte le valutazioni del caso sulla biblioteca».

Intanto, a presidiare la spettacolare demolizione e i lavori ci sono puntualissimi “umarel”, ma anche giovani dotati di telefoni per filmare e fotografare.

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