Anna Molinari, da Carpi una “favola vera” In un libro-biografia i 40 anni di Blumarine
Un viaggio tra ricordi di famiglia e primi passi dell’impresa Presentazione alla settimana della moda, da oggi a Milano
MODENA. “Nel cielo blu il loro nome, argento tra le stelle” - la strofa di “La nuova stella di Broadway” di Cesare Cremonini è perfetta per descrivere il momento in cui il logo “Blumarine” vergato in scintillanti Swarovski, campeggiava sul blu delle t-shirt che hanno reso Anna Molinari e Gianpaolo Tarabini Castellani, “famosissimi” - come rispose il geniale imprenditore alla sbalordita moglie quando, a Porto Cervo, si vide circondata da donne di ogni età con addosso la loro maglietta: «Caro ma allora siamo famosi?» - «Anna... famosissimi!».
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Gli anni '80 stavano scorrendo con la loro euforia e il loro edonismo e il sigillo sul successo del brand carpigiano non poteva che essere impresso con brillanti cristalli. Di questo e di tanti altri aneddoti parla il libro-biografia “La regina delle rose. Una favola vera” scritto da Elena Loewenthal con Maria Luisa Frisa per celebrare i 40 anni di Blumarine ed edito da Rizzoli. Libro che racconta la vita di Anna, la cui trama è indissolubilmente intrecciata a quella dell'azienda che lei e l'amato marito Gianpaolo Tarabini Castellani, hanno costruito guardandosi negli occhi sul lungomare di Forte dei Marmi nel 1976. Un modo gentile e raffinato di raccontare in parallelo le proprie vicende personali e l'epopea del distretto carpigiano, con le sue donne che ne sono le colonne portanti, con i loro sacrifici e la loro maestria nel creare quelle che, per tanti anni, sono state le maglie più desiderate del mondo. La stilista si lascia andare ad un nostalgico viaggio nei ricordi presentandoci i suoi genitori, Odette Gualdi e Guido Molinari, l'amata sorella gemella Licia (scomparsa alcuni anni fa) e “Molly” (vezzeggiativo del cognome di famiglia) l'azienda tessile che produceva per conto terzi e che i Molinari aprirono al loro ritorno a Carpi dopo essere stati in Puglia.
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Anna si racconta come la “pecora nera” della famiglia, ribelle all'autorità paterna (autorità di facciata perché in realtà Guido Molinari stravedeva per la figlia e conservava tutti gli articoli che parlavano di lei) che giovanissima incontra l'uomo della sua vita e lo sposa. Uno dei matrimoni più riusciti e longevi del fashion system, terminato solo con la tragica morte di Tarabini nel maggio del 2006 nello Zimbabwe durante un safari. Nella coppia, che ha avuto due figli Rossella e Gianguido amministratore delegato di Blufin, Anna era la mente creativa, Gianpaolo il grande stratega finanziario ed imprenditore lungimirante.
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A lui si deve l'intuizione di affidare ai fotografi più bravi ed audaci del momento come Helmut Newton, le campagne pubblicitarie in cui i corpi statuari di modelle come Monica Bellucci, Carla Bruni, Carrè Otis riempivano voluttuosamente gli abiti creati da Blumarine. Il libro si sofferma poi sugli elementi iconici del brand come le rose, la già citata t-shirt logata, il grande successo di BluVi (il maglioncino in cashmere con scollo a V bordato di visone), gli impalpabili abiti da sera in tulle ad affetto nude che hanno rappresentato l'ultimo, ma solo in ordine cronologico, grande successo commerciale. I 40 anni della maison verranno celebrati in grande stile durante la settimana della moda che ha inizio oggi a Milano con le sfilate di Blugirl e Blumarine e la presentazione della biografia nella storica libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele.
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