Gli esperti: «Ciò che serve è l’essere molto motivati»
«Passione». «Entusiasmo». «Voglia di mettersi in gioco». Sono le tre caratteristiche maggiormente richieste ieri dalle aziende. Vi sono aspetti importanti come la conoscenza delle lingue o le nozioni...
«Passione». «Entusiasmo». «Voglia di mettersi in gioco». Sono le tre caratteristiche maggiormente richieste ieri dalle aziende. Vi sono aspetti importanti come la conoscenza delle lingue o le nozioni settoriali. In ogni caso, hanno spiegato gli esperti, conta sempre di più un fattore: la motivazione personale.
«Non può mancare la buona volontà - ha esordito Laura Costi, rappresentante della cooperativa sociale Gulliver - e la considerazione che al centro di tutto c'è la persona».
Per la donna la conoscenza dei temi specifici è una qualità da sviluppare sin dalle prime fasi. La formazione, secondo lei, conta maggiormente rispetto alla capacità di entrare in relazione con gli altri attraverso le lingue straniere.
«Abbiamo già le persone madrelingua», ha riconosciuto l'intervistata. Non tutti la vedono così. «Le lingue sono fondamentali - ha ribattuto Carolina Masetti di 4You learning - perché ormai le aziende lavorano molto sull'estero. Tuttavia, gli ostacoli sono molteplici. I ragazzi sono abituati a studiare le lingue a scuola e quindi sono abituati a considerarle noiose. Inoltre, se all'inizio faticano tendono a mollarle con il passare del tempo».
Non potevano mancare i richiami al mondo delle start-up. Almeno nella prima parte della mattinata gli stand più "innovativi" sono stati più visitati rispetto ad altri più tradizionali, rimasti per gran parte senza spettatori.
«Il nostro target sono i giovani e i ricercatori dotati di competenze - ha riconosciuto Fabiana Iurescia in rappresentanza dell'Area S3 Modena - perché li vogliamo avvicinare ai circuiti innovativi delle start-up. I ragazzi sono molto interessati e vengono a conoscenza dei tecnopoli e delle varie strutture presenti sul territorio».
Qualcuno s'è presentato con una vera e propria applicazione lanciata in previsione di "Ri-comincio da me", appuntamento legato al mondo del lavoro e alle opportunità lavorative.
«Abbiamo sviluppato una app con informazioni delle aziende e delle cooperative - ha riconosciuto Maria Barbari di AppAway - con un QR code attraverso cui è possibile accedere alle pagine delle aziende che hanno aderito all'iniziativa. Sono presenti inoltre il programma della giornata e gli appuntamenti nel dettaglio».
La giovane ha parlato con competenza, offrendo consigli a chi volesse intraprendere un percorso simile o, in generale, un qualsiasi lavoro.
«Serve innanzitutto passione - ha ripreso Barbari - perché noi siamo giovani e siamo molto appassionati. Abbiamo iniziato tre anni fa da tre percorsi diversi. La "gavetta" può spaventare, ma è una strada che bisogna intraprendere. Non si lavora otto ore al giorno: lavoriamo molto di più».
Qual è l'ostacolo più grande? «La burocrazia - ha risposto la giovane - perché ci vuole tanta conoscenza normativa. L'avvocato è stato uno dei primi professionisti a cui ci siamo agganciati. Servono anche i commercialisti. Per quanto riguarda i fondi, si trovano più quelli regionali che quelli comunitari». (g.f.)
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