Gazzetta di Modena

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APPELLI PER LA PROCURA SOTTO ORGANICO

Il Ministero? Un muro di silenzio

Il Ministero? Un muro di silenzio

Il capo del personale: «Non ritengo opportuno parlare di Modena»

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Misteri dei ministeri. La Procura di Modena è sotto organico quasi del 30% per il personale amministrativo e di Cancelleria. Secondo la Cgil, si rischia la chiusura un giorno alla settimana, pericolo subito smentito dal procuratore capo Lucia Musti. Per la prima volta si organizza una riunione congiunta di avvocati, Procura e dirigenza amministrativa per rendere nota ancora una volta dopo anni e anni, la gravissima situazione modenese. Si lancia un appello. Lo raccoglie e lo fa suo anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. E poi? Poi l’eco di tutte queste parole si perde tra i corridoi del Ministero di Grazia e Giustizia a Roma. Dove la trasparenza non è di casa mentre regna il silenzio.

Avevamo chiesto al procuratore Musti, al presidente dell’Ordine degli avvocati Daniela Dondi e all’avvocato Enrico Fontana per le Camere Penali di Modena a chi rivolgevano l’appello per sbloccare la situazione. La risposta è stata: alle autorità. Già, ma quali? Da anni ci occupiamo di questa questione che torna fuori periodicamente. L’ex procuratore Vito Zincani lanciando l’ennesimo appello a queste autorità assenti aveva anche perso la pazienza minacciando di andarsene. E le sue ultime parole, quando se ne è ritirato in pensione, sono state proprio per questo problema irrisolto. Era la fine dicembre 2014: «Il mio grande rammarico, dopo i miei sei anni passati a Modena, è di aver lasciato questa procura con le stesse carenze in cui l’avevo trovata. Anzi, devo constatare che la situazione è peggiorata: mi riferisco alle gravi mancanze di personale, i funzionari amministrativi ora sono addirittura dimezzati».

Nonostante l’impegno del nuovo procuratore Musti, il problema si è acuito per l’inevitabile invecchiamento del personale già non più giovane e ora si fa drammatico in vista del pensionamento di due dei 31 elementi rimasti in servizio sui 43 previsti. In tutti questi anni di appelli, polemiche e puntualizzazioni sullo stesso tema, bisogna riconoscere che il ministro Andrea Orlando per ben due volte è stato abbondantemente informato di cosa accade a Modena. Una volta dal procuratore Musti e un’altra dal sindaco Muzzarelli. In entrambe le occasioni ha garantito che se ne sarebbe occupato. Sono passati mesi ma finora niente è accaduto. Ora è previsto un concorso nazionale per il personale (non magistrati) ma non è chiaro se Modena rientrerà in questa gara per nuove assegnazioni e se sì per quanti posti. Quindi a che autorità ci si rivolge?

Cercando di capire, abbiamo fatto numerose telefonate al Ministero di Grazia e Giustizia a Roma. Abbiamo anche parlato con un ex magistrato in servizio a Modena ora in un ruolo apicale che ci ha risposto che non è autorizzato a parlarci.

«Non sono autorizzato a parlare», è la risposta corale. Abbiamo allora contattato direttamente la direzione del Dipartimento dell’Organizzazione, del personale e dei servizi. La segretaria, con indubbia disponibilità, ci ha invitato a mandare una mail per chiedere un appuntamento per una telefonata. La mail indicata sul sito non funzionava adeguatamente e ne abbiamo mandata un’altra dopo un altra chiamata. Questa mail è arrivata a destinazione. Abbiamo così cercato di parlare al capo del Dipartimento, Gioacchino Natoli, ex giudice a Palermo e a Marsala, magistrato incaricato al vertice di questo settore chiave nel giugno scorso (quindi sempre dal Guardasigilli Orlando). Un abbondante numero di telefonate per rintracciarlo è finita sempre con la stessa frase: «Il dottore è fuori stanza». Alla fine abbiamo ricevuto una risposta via mail dalla segreteria, l’unica che si è fatta concretamente disponibile per un contatto tra il Ministero e il mondo esterno. La risposta è questa: «Abbiamo sottoposto la sua richiesta al Capo del Dipartimento il quale ci ha pregato di riferirLe che non ritiene opportuno rilasciare dichiarazioni o interviste di alcun genere agli organi di stampa. Distinti saluti». Se neppure il massimo dirigente ministeriale incaricato di occuparsi del personale si rifiuta di parlare del caso Modena, a chi ci si deve appellare per essere ascoltati? Speriamo che Orlando abbia tempo di pensare anche a questo problema “local” oltre che alle sorti del partito.

Carlo Gregori

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