Il mondo di Vasco Rossi dove tutto ha avuto inizio
Dal 13 maggio “La mostra” che racconta i 40 anni di carriera del rocker Ospitata al Foro Boario vicino al Barozzi e allo Snoopy, i “suoi” luoghi in città
Chissà quali emozioni e ricordi passeranno nella mente di Vasco Rossi il giorno che - in visita rigorosamente privata per evitare l’assalto dei fans - arriverà sulla soglia del Foro Boario per ammirare la mostra che lo racconta.
L’emozione sarà soprattutto nel vedere il luogo in cui è allestita: dalla parte opposta del parco Novi Sad, ci sono infatti l’istituto commerciale Barozzi, dove Vasco ha frequentato ragioneria e, sulla sinistra, il Palamolza in cui giovanissimo si esibì con la sua band, in una di quelle serate degli esordi. Quelle in cui, come ricorda lui oggi, «C’era più gente sul palco a suonare che sotto ad ascoltare...». E dietro il Barozzi, lo Snoopy, una delle discoteche in cui il dj Vasco si divertiva a far ballare i giovani modenesi. E ancora, a duecento metri, “Modena park...”
Ricordi, emozioni, orgoglio e 40 anni dopo - perché no - un pizzico di spirito di rivincita nell’aver fatto davvero tanta strada nel mondo della musica; quella musica che lui ha tanto amato e ama tuttora e per la quale ha sofferto, soprattutto agli inizi, e gioito. E tutto questo lo si potrà trovare negli oltre mille metri quadrati di “Vasco - La mostra ufficiale” che dal 13 maggio al 2 luglio proporrà ai fans, ma soprattutto a chi, non conoscendolo, vuole capire chi sia l’uomo Vasco Rossi, come mai riesca ad avere così appeal al punto da muovere 220mila persone per un unico concerto.
La mostra che giunge a Modena come quarta tappa di un tour che ha già toccato Torino, Lucca e Bari, racconta in ordine cronologico la carriera di Vasco Rossi: un ragazzo di Zocca che con non poca fatica è riuscito ad affermarsi nel mondo della musica. Dagli esordi ad oggi attraversando, anno per anno, i successi discografici, le leggendarie esibizioni live, fino alle più recenti. Alle prove per il concerto del primo Luglio che dal 22 maggio saranno raccontate al Foro Boario quasi in tempo reale. Un’esposizione interattiva che giorno dopo giorno modificherà la propria proposta regalando novità e chicche per raccontare il dietro le quinte del concerto dell’anno o da “record mondiale” come annuncia trionfante il suo staff. Saranno esposti oltre 500 scatti d’autore e più di 20 ore di video di concerti e filmati rari e inediti, manoscritti e testi autografi di canzoni (anche con versioni alternative), strumenti musicali, elementi scenografici dei vari palchi dei tour, rassegne stampa, dischi rari, manifesti e biglietti dei concerti, premi come “L’Usignolo d’oro” (il concorso canoro vinto a Modena da Vasco a 8 anni) e i numerosi dischi di platino ricevuti negli anni, le bozze degli articoli di Vasco per la rivista Il Blasco, gli abiti di scena.
La mostra avrà nel Foro Boario la sua sede principale (ingresso 12 euro con diverse possibilità di riduzione) dal 13 maggio, ed uno spazio preview al Mata dove dal 20 maggio ad ingresso libero si potrà visitare un assaggio di mostra ed assistere ad una serie di eventi collaterali dedicati al mondo di Vasco Rossi e ai suoi fans. «Arrivare a Modena con questa mostra proprio in occasione dei 40 anni di carriera è come chiudere un cerchio - hanno spiegato Arturo Bertusi e Rosanna Mezzanotte, rispettivamente direttori artistici e ideatori della mostra - Da qui, è proprio il caso di dirlo, ha avuto inizio tutto. E qui si festeggerà quanto è accaduto in questi 40 anni, prendendo la spinta verso i prossimi obiettivi di Vasco».
Inutile dire che il Comune di Modena ha accolto a braccia aperte la possibilità di ospitare l’esposizione come evento collaterale dello show.
«È uno di quegli eventi - ha commentato l’assessore al Turismo Tommaso Rotella - che può contribuire a far venire la voglia di scoprire Modena. Ovviamente non possiamo pretendere che il pubblico del concerto venga qui giorni prima, per visitare la città e i suoi dintorni. Però faremo in modo di far venire la voglia di tornare, non solo per Vasco ma per tutto quello che una città e un territorio unico come il nostro possono offrire. Questa è la nostra sfida».
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