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Modena, la vasca romana al Novi Ark? E' un maxi-portacenere

Modena, la vasca romana al Novi Ark? E' un maxi-portacenere

Il Novi Ark di Modena, dentro il parco Novi Sad, è un’area archeologica con punti in abbandono. Reperti rovinati, luci vandalizzate e una lapide danneggiata: ecco la mappa dei vandalismi. La vasca dei pesci romana oggi è un enorme portacicche di sigarette. La segnalazione del M5S di un anno e mezzo fa non ha mai avuto seguito, anche se il Comune è il proprietario e custiode dell'area

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MODENA. Lo presentarono come un percorso archeologico a cielo aperto in area urbana unico nel suo genere e a neanche 5 anni dopo l’inaugurazione ormai è più simile a un malinconico paesaggio con rovine. Il Novi Ark è un percorso costellato di vandalismi e danni a reperti romani e illuminazione. A un anno e mezzo dalla segnalazione di seri danni, nulla è cambiato e caso mai sono aumentati i danni in un’area frequentata di giorno da gruppi di tipi loschi e di sera da balordi e violenti.

La zona interessata è quella verso gli impianti coperti del tennis. Tenendo il Foro Boario alle spalle, è sul lato sinistro.

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REPERTI ROVINATI. Il punto più disastrato inizia, quasi simbolicamente, dopo il palo col cartello che annuncia la zona videosorvegliata. Per terra ci sono mattoni antichi gettati nell’erba. Vengono dal vascone rettangolare poco distante, completamente vandalizzato nell’agosto 2015 e man mano sottoposto ad altre “scuciture” di mattoni. Non si tratta di una ricostruzione per turisti: sono mattoni d’epoca romana presi dal sottosuolo, a 5 metri di profondità, durante gli scavi per il parcheggio, e ricollocati all’aria aperta con la stessa collocazione architettonica. Stessa cosa per il vascone circolare di 15 metri di diametro. Una piscina che anticamente conteneva probabilmente delle carpe per allietare qualche signore e che oggi è stato trasformato nel più grande portacenere di Modena: contiene un mare di cicche.

LAMPADE ROTTE. I percorsi archeologici sono poi oggetto di calci e mazzate di qualche vandalo idiota che si diverte a spaccare le lampade di illuminazione. Un lavoro lento e inesorabile: alcune sono appena ammaccate e altre completamente staccate e fatte a pezzi.

LAPIDE DANNEGGIATA. Infine c’è anche una delle lapidi di età imperiale (I-IV secolo d.C.) che mostra notevoli segni di danneggiamento. Nel caso più benevolo si può considerare che qualche ciclista ci sia finito contro durante il percorso della strada romana.

NESSUN INTERVENTO. Il fatto è che gestire un parco archeologico come il Novi Ark non può comportare il suo abbandono. La zona è vigilata dalla Soprintendenza Archeologica regionale ed è di proprietà del Comune: il Novi Ark in sé è parte integrante dei Musei Civici comunali di Modena. La zona era stata sottoposta a una serie di vandalismo nell’estate 2015, come detto, e il gruppo consiliare Cinque Stelle chiese pubblicamente alla giunta di intervenire e risistemare l’area. È passato un anno e mezzo e non solo non si nota alcun segno di miglioramento ma anzi qualche pedata e mazzata ha peggiorato la situazione.

NESSUNA PROTEZIONE. Si aggiunga infine che quell’area di notte è terra di nessuno: sono numerosi i casi di furti subiti dal Bamboo, il bar al centro del parco, e in passato non sono mancate le aggressioni anche violente. Restando al Novi Ark, cosa si può fare per proteggere quei reperti senza arrivare a pensare che stavano meglio sottoterra? (c.g.)

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